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CONSULENZA GRATUITA ALLE MOGLI DI... |
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MATRIMONIO? Col diritto del divorzio attuale? NO GRAZIE! |
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Da: www.mattino.ch 5.9.10
Dopo la nullafacente Marilena Fontaine, anche la
giudice Epiney-Colombo, interpellata per iscritto dal movimento
Papageno, risponde dopo un anno e sette mesi (!) di non romperle gli
zebedej
I padri separati, come abbiamo più volte avuto modo di scrivere, non
sono certo una quantité négligeable. Anzi, in una società in cui la metà
dei matrimoni si conclude con un divorzio, i padri separati
costituiscono una componente importante, sia dal punto di vista numerico
che sociale, che non può essere sempre presa a pesci in faccia dai
funzionari e dalle autorità giudicanti, oltre che snobbata dalla
politica – come accade ora.
Invece dobbiamo constatare che i padri separati proprio non se li fila
nessuno.
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Da: www.cdt.ch 7.4.09
MENDRISIO
- È stato condannato a 2 anni di detenzione, pena sospesa per un
periodo di prova di 4 anni, l'ex poliziotto ritenuto
responsabile dell'incidente avvenuto nell'agosto 2007 sulla strada
Chiasso-Pedrinate e nel quale ha perso la vita il 38enne di Caneggio
Enrico Codoni. La Corte delle assise correzionali ha pronunciato la
sentenza oggi, martedì, dopo due giorni di processo a Mendrisio.
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Da: www.tio.ch 3.9.10
MENDRISIO - Minacce, inseguimenti, lettere, telefonate, sms,
figli trattenuti oltre il diritto di visita. Sono ben 57 gli episodi di
coazione per i quali il giudice Claudio Zali ha condannato a due anni
di carcere con la condizionale [Ndr Papageno: di cui 7 mesi di carcere preventivo già scontato], il 50enne senegalese a processo a
Mendrisio. Perseguitava la moglie ed i figli e l’uomo è stato
riconosciuto colpevole di stalking (dal verbo assillare, inseguire,
molestare).
Il senegalese non potrà avvicinarsi per 5 anni alla moglie e ai
figli, nè potrà scrivere o telefonare loro, altrimenti finirà in
carcere. In sostanza con la sentenza vengono confermate le accuse della
sostituta procuratrice pubblica Marisa Alfier, secondo cui l’uomo
avrebbe adottato con la moglie il classico comportamento dello stalker,
proprio di chi limita la libertà altrui togliendo il fiato alla propria
vittima.
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Da: La regione 4.9.10 pag 17
Due anni sospesi al padre assillante. Stalking, riconosciuta persecutoria la condotta dell’uomo che, separato, ha impaurito figli e moglie
Due anni sospesi e regole ferree. È la pena inflitta ieri dal Presidente delle Assise correzionali di Lugano, giudice Claudio Zali , a un 50enne senegalese riconosciuto colpevole di coazione ripetuta mediante stalking. Il reato, ancora raro nelle aule penali svizzere, è l’imputazione principale mossagli dalla procuratrice pubblica Marisa Alfier, alla quale si aggiungono sottrazione di minorenne, minaccia, lesioni semplici e vie di fatto, disobbedienza a decisioni dell’autorità.
L’uomo, separato, è padre di due bambini che dal 2008 ha assillato e vessato unitamente alla moglie: ha usato violenze e minacce, ha intralciato la loro libertà di agire presentandosi al domicilio o telefonando, seguendo e controllando la donna, comparendo all’improvviso sul tragitto casa-scuola dei figli, costringendo i familiari a cambiare abitudini, insomma inquietandoli in continuazione. E pure con regali che, secondo il Giudice, sono stati idem usati come mezzo per avvicinarli quando non avrebbe potuto.
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Da: La regione 3.9.10 pag 21
Stalking o vita d’inferno tra divorziandi. Nega ogni accusa il 50enne a processo alle Correzionali: ‘Mia moglie ha inventato un sacco di bugie’
G.G.
Stalker or not stalker? È o meno un persecutore e autore di
minacciose incursioni al domicilio, inseguimenti e controlli assillanti
nei confronti della moglie dalla quale è ormai prossimo al divorzio e
dei due figli minorenni? Il dilemma è al vaglio della Corte delle Assise
correzionali di Lugano (riunite a Mendrisio) che da ieri vede sul banco
degli imputati un cinquantenne senegalese, in detenzione preventiva da
oltre sette mesi, per rispondere di un raro capo d’ imputazione:
coazione ripetuta mediante stalking, il comportamento proprio di chi
limita la libertà della propria vittima; oltre a minaccia, lesioni
semplici, vie di fatto, ripetuta sottrazione di minorenne e
disobbedienza a decisioni dell’autorità.
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Da: www.paternitaoggi.it del 2.9.10
Cassazione: l'ex moglie paga i danni se non consente al papà di vedere i figli
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Italia il, 31 Agosto 2010;
destinatario: LETTERA ALLA EGREGIA REDAZIONE
OGGETTO: SE LA VITA SI FERMA A 29 ANNI
Gentili Signori, questi gli ultimi fatti:
- Giugno 2008, inoltro domanda di revisione dell'Affido Condiviso. Ho un
solo pernotto infrasettimanale ed uno festivo ogni 15 giorni. Mia figlia
ha 6 anni e mezzo ed io abito a 7 minuti dalla ex. Chiedo 15
pernotti al mese come da legge, la ex invece di rimanere così.
- Gennaio 2009, il primo giudice senza richiesta di nessuno mi
aggiunge un pernotto festivo quindicinale ma toglie quello
infrasettimanale. Incredibilmente passo da 6 a 4 pernotti/mese. Non
rispetto la sentenza per due mesi fino a che non riesco a farla
annullare, ma intanto vengo denunciato per 2 reati penali.
(inottemperanza, reiterazione)
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Denunce, esposti, lettere, richieste di azioni disciplinari,
suppliche e
perfino insulti, da parte di genitori che non hanno più
niente da
perdere, giacchè il bene più prezioso – i propri bambini – è
stato a
loro sottratto dallo Stato. Dall’altra parte della barricata,
eretta con
le alte mura dell’indifferenza e con i mattoni delle prassi
vetero-fasciste, tribunali minorili e servizi sociali che si muovono
come elefanti dentro un negozio di cristalli di Boemia.
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Children Free vuole essere uno spazio per chiunque
abbia da dire qualcosa o raccontare la sua storia. Cercheremo nel
nostro piccolo a contribuire alla risoluzione dei grandi problemi che
investono i nostri figli. Oggi parleremo di Daniele . Un padre che vuole ricominciare a vivere.
Questo è il racconto di Daniele che come tanti Padri e Madri in
questo paese attendonoda troppo che i nostri tribunali emettano
decisioni che andranno a influnzare in modo decisivo il futuro di tanti
piccoli innocenti. “R. nasce il primo settembre 2004 dopo poco più di un anno e mezzo di
convivenza con la madre (durata totale del rapporto 5 anni). Dopo circa
4 mesi dalla sua nascita il rapporto finisce (gennaio 2005). Seppure la storia sia finita non ci sono particolari problemi nel
frequentarla, la vedo e ci sto insieme tutte le volte che posso, rimane
anche a dormire spesso a casa con me, che in quel periodo vivo con mia
madre e mia nonna.
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L'Ufficio si occupa del controllo formale degli atti legislativi ed esecutivi e della gestione e l'aggiornamento delle raccolte delle Leggi federali e cantonali da una parte, dall'altra invece della promozione, conformemente alla Costituzione federale e alla Costituzione cantonale, delle pari opportunità fra i sessi, in particolare attraverso: l'informazione, la sensibilizzazione, la partecipazione all'elaborazione di leggi e raccomandazioni e la collaborazione sia a livello intercantonale sia con i servizi federali. Le principali aree d'intervento, in ambito di pari opportunità, sono:
- l'uguaglianza giuridica
- le pari opportunità nella vita professionale
- la prevenzione delle molestie sessuali sul posto di lavoro
- la conciliazione fra lavoro e famiglia
- la lotta alla violenza domestica.
Allora perché l'avv Marilena Fontaine risponde ai padri che non può intervenire nelle numerose e palesi situazioni di discriminazioni paterne durante separazioni e divorzi?
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In occasione dell’incontro del 18 febbraio 2009 con la Giudice (allora Presidente del Tribunale d'Appello) Epiney-Colombo, Le abbiamo sottoposto della documentazione e posto per iscritto alcune domande
con la preghiera di rispondervi in forma scritta al fine di pubblicare le sue risposte sul nostro sito www.miopapageno.ch.
Coscienti dei suoi molteplici e gravosi impegni non ci aspettavamo una risposta in tempi brevi.
Tuttavia, trascorsi 18 mesi, ci siamo permessi di riscrivere alla Giudice Epiney-Colombo per ricordarLe
che siamo (con i visitatori del nostro sito) tuttora in attesa di poter leggere le sue esaurienti risposte.
Dopo pochi giorni l'On. Giudice Epiney-Colombo ci ha risposto: per leggere la risposta clicca QUI
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"Chi ha un perché nella vita, sa sopportarne tutti
i come" F.W.Nietsche.
Centinaia, migliaia di padri in Svizzera, Europa, nel mondo cosiddetto
"occidentale", denunciano disparità, discriminazioni sessuali, ingiustizie,
dolori e sofferenze fisiche e psichiche, anche gravi, senza avere alcun perché!
Questo è il grave dramma che non si può mettere via dicendo banalmente
e ipocritamente "così dice il codice civile, lo dice la Legge all'articolo tal dei
tali e noi non facciamo che applicarla! Questo non è un perché, e non è in tutti i modi sufficiente! Un simile fare, dire,
scrivere, oltre che falso perché estremamente riduttivo, denota scarsissima
capacità empatica e di immedesimazione, un notevole grado di cinismo,
incredibile miopia sulle immaginabili conseguenze per le future generazioni!
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Mozione Lega per i padri divorziati: per il Consiglio di Stato un ombudsman
è inutile...
E
apparso sul quotidiano La
regione (23.7.2010 pag 3) un trafiletto di poche righe per informare che il Consiglio di Stato
propone al
Gran
Consiglio di respingere la
mozione della Lega dei ticinesei inoltrata nel lontano dicembre 2007. Di
seguito un
mio
commento.
Le cose non cambiano, toccare i diritti delle madri, anche solo minimamente
sfiorarli, pare
inutile,
fatica di Sisifo.
Che fine hanno fatto i diritti dei figli di venire accolti dal padre in
condizioni decenti,
sostenibili, di vivere in prossimità del proprio padre?
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Informiamo che
Maziyar Kamkar, papà di 3 bambine ticinesi, che non vuole lasciare la Svizzera, dal
carcere di Zurigo-Flughafen è stato di nuovo riportato in quello di Sursee...
Chi volesse scrivergli (in inglese o in italiano) per sostenerlo, può indirizzare il suo scritto o pacchetto al nuovo indirizzo:
Grosshof Aussenstelle Sursee
Herr. Maziyar KAMKAR
Centralstr. 24, 6210 Sursee
tel: 041 - 921 28 37
visite di 1 ora su annuncio con 2 giorni d'anticipo dal lunedì al
venerdì 9-11/14-16; il sabato: 9-10/14-16; la domenica: 9-10/14-15.
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Da: www.tio.ch del 22/06/2010 - 08:55 (link all'articolo) Letto 3372 volte
TICINO
Padre di 3 figlie espulso dalla Svizzera. Arrestato perché non lascia il paese
È finito in carcere a Sursee. Non vuole lasciare
la Svizzera per non abbandonare le sue tre figlie che abitano nel
Luganese. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame
LUGANO - Un cittadino iraniano, padre di tre bambine che abitano
nel Luganese, è stato arrestato e messo in carcere, in quanto non ha
intenzione di lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue bambine.
La storia di K, è simile a quella di tanti padri in lotta contro la
propria ex moglie o ex compagna per la custodia dei figli. Della sua sua
storia - che ha preso ora un risvolto drammatico, poichè l'uomo si
trova in un carcere di Sursee - ne parla Papageno, il movimento per la
tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità.
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Protocollo n. 7
alla Convenzione per la salvaguardia
dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali,
Concluso a Strasburgo il 22 novembre 1984 e
Entrato in vigore per la Svizzera il 1° novembre 1988
http://www.admin.ch/ch/i/rs/0_101_07/index.html
Art. 5 Eguaglianza tra coniugi
I coniugi godranno dell’uguaglianza di diritti e di responsabilità di
carattere civilistico tra loro, nelle loro relazioni con i loro figli,
in caso di matrimonio, durante il matrimonio e dopo la fine del
matrimonio stesso. Questo articolo non impedirà allo Stato di adottare
le misure necessarie per la tutela degli interessi dei figli.
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Da: www.paternitaoggi.it del 3.7.09
Il caso limite di un operaio Fiat che dallo stipendio ridotto per
la cassa integrazione deve togliere 700 euro di alimenti da versare alla
ex moglie e alle due bambine. “A me restano 41 euro e non arrivo al
terzo giorno. Mangio alla mensa Caritas, dove ci sono altre persone
nella mia stessa condizione, e tra poco lascerò casa e dormirò in auto”. La denuncia e l’appello alle forze politiche: “Noi siamo completamente dimenticati, nessuno ci aiuta”.
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Da: www.paternitoggi.it del 17.8.10
Definitivamente assolto dall'ipotesi di aver abusato del figlio di
tre anni. Ma il calvario giudiziario, per lui, è durato 12 anni.
A puntare l’indice contro l'uomo era stata una psicoterapeuta alla
quale la madre - anche lei psicologa - si era rivolta perché preoccupata
dai comportamenti del bambino, che si toccava il pene dicendo che
seguiva l’esempio del papà e si sfregava contro le bambine che
incontrava. Sul bimbo non sono mai state trovate tracce di violenza di
alcun tipo, come hanno confermato oltre alla madre anche i parenti
materni più stretti.
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