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Cittadino iraniano, padre di 3 figlie, espulso dalla Svizzera. Arrestato perché non lascia il paese! PDF  | Stampa |  E-mail
18 giugno 2010
Da ultime notizie, il padre di origine iraniana di cui abbiamo già scritto mesi or sono - padre di 3 figlie (una di 8 anni e 2 gemelline di 6 anni, di nazionalità svizzera e italiana) che vivono con la madre nel luganese - è stato arrestato mercoledì 9.6.2010 in quanto privo di permesso di soggiorno e non vuole lasciare il paese per non abbandonare le sue 3 figlie. Ora si trova nella prigione di Sursee in regime di carcere amministrativo. È stato incarcerato perché sprovvisto di permesso di soggiorno e perchè si ostina a non lasciare il paese. Pare, ci dice lui, che le autorità giudiziarie sostengano che lui non abbia uno stretto rapporto con le figlie e quindi la sua permanenza in Svizzera non si giustifica. Da notare che la commissione tutoria di Pregassona da un paio di mesi gli ha ampliato il diritto di visita da una a due volte al mese e che è tuttora pendente un ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo contro la decisione di espulsione per non rispetto dei diritti umani. Egli ha iniziato uno sciopero della fame il lunedì 14 giugno scorso. Dopo diversi giorni ha ripreso a mangiare. Egli è tuttora in carcere... 
Chi volesse scrivergli (in inglese o in italiano) per sostenerlo, può indirizzare il suo scritto o pacchetto a:
 
Grosshof Aussenstelle Sursee,
Herr. Maziyar KAMKAR,
Centralstr. 24, 6210 Sursee;
tel: 041 - 921 28 37
Rammentiamo che questo papà è iraniano di nascita e a seguito della conversione al Crisianesimo e fuggito in India dove è rimasto per numerosi anni: è in India che conosce la donna che diventerà la madre delle sue 3 figlie. Prima della nascita della prima figlia, la coppia viene in Svizzera, paese della compagna. Non si sono mai sposati. Per 6 anni lui ha lavorato e vissuto a Lugano. Con la sua compagna e madre delle sue 3 figlie ha convissuto per 3 anni. È stato autorizzato a restare in Svizzera a condizione di provvedere al suo mantenimento e a quello delle sue 3 figlie. Essendosi successivamente la coppia separata definitivamente nel 2004 e non riuscendo egli ha trovare un impiego fisso e sufficientemente retribuito per versare l'intero contributo alimentare, le autorità cantonali gli hanno rifiutato il rinnovo del permesso B. Dopo aver fatto ricorso presso tutte le istanze preposte con esito negativo, la Sezione dei permessi e dell'immigrazione del Canton Ticino gli ha intimato di lasciare la Svizzera entro il 31.1.2007. Egli ha richiesto dunque asilo politico in virtù dei problemi avuti in Iran 16 anni prima e per poter rimanere vicino alle sue figlie: gli è stato concesso allora un permesso N di asilante. Ora a distanza di 2 anni dalla prima espulsione è arrivata la risposta negativa anche alla richiesta di asilo e la conseguente nuova intimazione di espulsione, effettiva per il mese di febbraio 2009.
Facciamo rilevare che la sua ex compagna, sentendosi importunata da quest'uomo che, ancora innamorato, desiderava riunire il nucleo famigliare, ha richiesto che la Commissione Tutoria 8 di Pregassona (presieduta dall'avv Alberto Forni) gli intimasse il divieto di avvicinarsi a 50 m da lei e dalle bambine: restrizione subito concessale. Il padre, come asilante, non è stato attribuito ad un centro asilanti in Ticino ma a Lucerna (!!!). È stato autorizzato dalla CTR 8 ad incontrare le 3 bambine - sotto sorveglianza - alla Casa Sant'Elisabetta (CSE) di Lugano, per 2 ore ogni 15 giorni, il sabato pomeriggio. I verbali di CSE descrivono l'affettività e i buoni rapporti che esistono tra il padre e le 3 bambine.

Nonostante numerosi ricorsi (uno è ancora pendente alla Corte Europea dei diritti umani di Strasburgo), in febbraio 2009 questo papà dovrà lasciare la Svizzera e le sue 3 figlie; in caso contrario rischia persino il carcere. La CTR 8 ha già tolto con effetto immediato al padre il diritto di visita con le 3 bambine nonostante la data dell'espulsione fosse prevista per febbraio (negandogli di vederle ieri sabato 31 gennaio alla Casa Sant'Elisabetta sebbene fosse la normale cadenza quindicinale e l'espulsione non ancora esecutiva). La CTR 8 (avv Forni Alberto, Daniela D'Ottavio Del Priore) ha dunque negato al padre di poter incontrare per l'ultima volta le proprie bambine...

Nonostante il Movimento Papageno abbia trovato al padre una possibilità d'impiego in un'azienda aglicola, la Commissione tutoria non ha preso minimamente in considreazione questa opportunità e la buona volontà manifestata dal padre.

 
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