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Non abusò della figlia: risarcito dallo Stato con quasi 33 mila franchi. |
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Da: CdT 6.2.10 pag 14
Non abusò della figlia: ora va risarcito
Lo Stato deve quasi 33 mila franchi a un uomo ingiustamente perseguito
Accolta
l'istanza dell'avvocato Pascal Cattaneo: il Cantone verserà 32.600
franchi all'uomo indagato per presunta violenza carnale sulla figlia e
poi scagionato
È destinata a chiudersi con un risarcimento danni la triste vicenda
apertasi nel gennaio 2008 con l'arresto di due uomini accusati dal
procuratore pubblico Mario Branda di atti sessuali con fanciulli,
coazione e violenza carnale. Sotto inchiesta erano finiti il padre e
lo zio di una bimba domiciliata nel Mendrisiotto. I due avevano
trascorso tre settimane in detenzione preventiva. Nell'aprile 2008, il
Ministero pubblico ha decretato l'abbandono del procedimento nei
confronti degli indagati, scagionandoli quindi dalle pesanti accuse.
Negli scorsi giorni, a fine
gennaio, la Camera dei ricorsi penali ha accolto l'istanza
dell'avvocato Pascal Cattaneo, legale del padre della bimba,
riconoscendogli un indennizzo. In tutto, lo Stato è
chiamato a versare all'ex indagato 32.600 franchi più interessi di
mora, contro i 46 mila richiesti. All'uomo andranno quasi 14 mila
franchi per la rifusione delle spese di patrocinio sostenute, 10.300
franchi come risarcimento dei danni
materiali, 4.200 franchi per il torto morale cagionato dai 21 giorni
di carcerazione preventiva patiti, circa 3.000 franchi per il grave
torto morale derivante dalla lesione della personalità e 1.500 franchi
a titolo di ripetibili. L'altro indagato, patrocinato dall'avvocato Alexander Henauer, ha chiesto allo Stato un risarcimento
di 17.000 franchi.
Padre e zio (fratello della mamma) della bambina al centro della presunta storia di abusi erano
finiti dietro le sbarre tra il gennaio e il febbraio 2008. I due
indagati avevano sempre respinto ogni addebito. Una volta esperiti
tutti gli accertamenti, il magistrato inquirente aveva firmato un
decreto di abbandono del procedimento penale a loro carico. Le
ripetute audizioni della bimba non avevano infatti fornito elementi
conclusivi tali da confermare la commissione dei reati ventilati. A
questo si aggiunge il fatto che sono mancati riscontri oggettivi di
lesioni che avrebbero dovuto essere evidenziate dagli esami medici
eseguiti sulla presunta vittima. La delicata vicenda era emersa quando
la piccola e i suoi due fratellini erano stati allontanati dalla casa
materna per essere affidati a istituti, mentre il padre, separato
dalla madre, e lo zio erano stati arrestati. L'intervento delle
autorità era scattato in seguito alla segnalazione di un singolo
episodio che aveva visto protagonisti la bambina e il fratellino
maggiore. P.C.


ISTANZA ACCOLTA La Camera dei ricorsi penali ha dato seguito alle richieste dell'avvocato Pascal Cattaneo (a sinistra).
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