Genitori non affidatari
delusi dal governo: "Chiediamo l'intervento del
Parlamento"
Il Movimento Papageno, che da
tempo pubblica sul suo sito www.miopapageno.ch numerosi esempi di
malfunzionamento di Tutorie, Preture, autorità di vigilanza, eccetera, nelle
separazioni e nei divorzi difficili, intende prendere contatto con i deputati
al Gran Consiglio. Obiettivo: "Cambiare finalmente ciò che da anni non funziona
più".
La perizia Affolter,
consegnata in estate e resa pubblica qualche settimana fa, indica che il
sistema tutorio ticinese, tutto sommato, non funziona poi così male. Certo
occorrerebbero, anche secondo l'esperto d'oltralpe, alcuni correttivi: ma la
situazione non sarebbe drammatica.
Non così la pensano persone
come i membri del Movimento Papageno che hanno potuto sperimentare sulla
propria pelle (ne avrebbero fatto volentieri a meno...) le gravi manchevolezze
che puntualmente si manifestano quando una separazione o un divorzio diventa
litigioso (magari dopo che qualche avvocato con pochi scrupoli ci ha messo lo
zampino al fine di allungare i tempi e di incassare più parcelle).
Diritti negati
Da parecchio tempo il
Movimento Papageno tramite il suo sito www.miopapageno.ch raccoglie una vasta
mole di documentazione: casi reali in cui, nei confronti del genitore non
affidatario, servizi sociali, Commissioni tutorie, autorità di vigilanza,
Preture, eccetera hanno preso delle decisioni che hanno nuociuto, magari anche
gravemente, sia ai minori sia ai genitori non affidatari, cui viene impedito
l'esercizio dei propri diritti. Ci vanno così di mezzo genitori e figli, che
non di rado restano poi segnati a vita.
Decisioni, denuncia il
movimento, spesso prese sulla base di preconcetti, di impressioni soggettive,
ma senza basi legali, nascondendosi poi dietro la foglia di fico dell'autorità
superiore. In altre parole il regolamento pare essere questo: se qualcuno non è
soddisfatto della decisione presa, può sempre fare ricorso, quindi perché
scaldarsi tanto?
Il ragionamento in sé fila,
non fosse che il ricorso necessita di anni per venire evaso e non di rado
comporta ingenti spese che molti non si possono permettere. Intanto il tempo
passa e la decisione sbagliata esplica tutti i suoi effetti negativi. Facendo
danni che non potranno più essere riparati.
Casi concreti a disposizione
Le situazioni denunciate dal
Movimento Papageno nel suo sito, con documenti alla mano, devono far riflettere
tutti: a maggior ragione in una società come la nostra in cui il divorzio (o la
separazione) tocca un nucleo familiare su due.
Genitori non affidatari
trasformati in "working poor" e privati del diritto di vedere i propri figli;
avvocati presidenti di Commissioni tutorie che esercitano anche come divorzisti
entrando in conflitti d'interesse al limite del grottesco (e le conseguenze le
pagano i nuclei familiari coinvolti); autorità di vigilanza e ricorsuali
preoccupate dei formalismi giuridici ma dimentiche della sostanza, ossia del
benessere dei minori coinvolti, e che sembrano avere soprattutto la
preoccupazione di coprirsi a vicenda. Di queste e di molte altre situazioni si
può leggere sul sito www.miopapageno.ch.
"Chiediamo di essere ascoltati"
Ma il Movimento Papageno,
come spiega Gianfranco Scardamaglia, uno dei coordinatori (tutti coinvolti in
situazioni familiari "da brivido" e che dedicano il proprio tempo alla causa a
titolo di volontariato) "«non si limita a denunciare situazioni che non
funzionano:intende anche intervenire
attivamente per cambiare le cose, ricco di un vasto bagaglio di esperienze
raccolte ed accumulate sul campo nonché di casi concreti e documentati, con
tanto di nomi e cognomi dei protagonisti».
Si potrà obiettare che quella
di Papageno è una visione di parte. Ma per esaminare un problema nella sua
totalità occorre per l'appunto raccogliere le visioni di tutte le parti
coinvolte. Anche di quelle scomode. Invece, agli esponenti del Movimento viene
impedito di portare il contributo, per quanto quest'ultimo sia essenziale alla
comprensione della situazione odierna.
Infatti:
•un lungo e circostanziato esposto alla
consulente del Consiglio di Stato per le pari opportunità (avv Marilena
Fontaine) - coinvolta perché ai genitori non affidatari le pari opportunità
vengono spesso crassamente negate - giace da mesi nei cassetti della
consulente, che non ha preso alcuna posizione nel merito e con tutta
probabilità non intende prenderla né ora né mai. Alla faccia, quindi, delle
"pari opportunità";
• il Movimento Papageno, come
pure AGNA (Associazione genitori non affidatari) non è stato coinvolto nella
stesura della perizia Affolter. Di più, il Consiglio di Stato ha addirittura
rifiutato di trasmettere al perito le osservazioni del Movimento, raccolte in
un'articolata presa di posizione. Il che non può che far nascere il sospetto
che il fine dell'esercizio fosse quello di ottenere una perizia da cui
emergesse che "l'è tüt a posct", a scapito della realtà di fatti che dicono
tutt'altro;
• il Consiglio di Stato non
intende considerare il Movimento Papageno come un interlocutore in quanto
quest'ultimo ha la "gravissima colpa" di rendere pubblici, per tramite appunto
del suo sito, i casi pratici di disfunzionamento di preture, tutorie e
dintorni, con nome e cognome di chi ha preso le decisioni aberranti. Chi
denuncia quello che non va, insomma, viene considerato persona non grata e "non
collaborante con le istituzioni": l'obiettivo deve essere quello di nascondere
i malfunzionamenti, mica di metterli in piazza, che diamine!;
• simili posizioni da parte
di Governo ed Amministrazione cantonale sono oltretutto irrispettose dell'enorme
lavoro, effettuato a titolo di volontariato la sera e nei fine settimana, dai
coordinatori di Papageno, che avrebbero anche altro da fare.
La palla al Parlamento
Davanti a questo muro di
gomma, però, i genitori non affidatari non intendono arrendersi, essendo
determinati a far valere i propri diritti e a cambiare una situazione che
obiettivamente non è più sostenibile. Tanto più se inserita in un quadro
giuridico diventato avulso da una realtà in cui il divorzio con figli non è più
l'eccezione dell'eccezione, ma il pane quotidiano di metà delle famiglie
ticinesi.
Il Movimento Papageno intende
quindi prendere contatto con i gruppi parlamentari per sensibilizzare il
Legislativo e spingerlo ad intervenire affinché le cose nelle Preture, nelle
Tutorie, nell'autorità di vigilanza sulle tutele, ed anche negli studi legali
di divorzisti dai denti più o meno affilati, possano finalmente cambiare.
«È nostra intenzione - spiega
Scardamaglia - presentarci per tramite di circolare a tutti i deputati e sollecitare
degli incontri con i vari gruppi parlamentari, per segnalare sia le
problematiche che ci stanno a cuore sia le molteplici disfunzioni accertate e
documentate, chiedendo un intervento di alta vigilanza parlamentare, dapprima
sull'operato dell'autoritàtutoria
cantonale, non reputando i risultati della Perizia Affolter corrispondenti alla
realtà. Per disporre di maggiore massa critica intendiamo muoverci di concerto
con AGNA che denuncia gli stessi problemi che denunciano noi ma con un taglio
più "istituzionale". Il nostro obiettivo è anche quello di allacciare il
maggior numero possibile di contatti al fine di mettere in opera un'azione di
lobbying a tutela della famiglia, in particolare dei genitori non affidatari
nonché dei figli coinvolti loro malgrado in separazioni e divorzi difficili».