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In questa Sezione troverete storie e documentazione relative a
situazioni e decisioni paradossali gestite risp. emesse da
amministratori della "Giustizia" e dello Stato, così come da pubblici
operatori di istituzioni cantonali, comunali, ecc., che i nostri
lettori hanno messo a disposizione del nostro Movimento affinché
vengano rese di dominio pubblico.
La documentazione può riferirsi anche a temi e campi non inerenti il
diritto di famiglia o del divorzio con figli coinvolti, ossia a qualunque altro settore del diritto (edilizia,
locazione, compra-vendita, cassa malati, fiscalità,
amministrativo-civile-penale, ecc.). Ciò che conta è che la
documentazione dimostri le incongruenze, ingiustizie, manchevolezze,
ecc., dell'agire degli operatori preposti al servizio dei cittadini
e alla tutela delle vittime.
Scopo di questa Sezione "In Giustizia" è in ultima analisi quello di
mettere in risalto la qualità del lavoro svolto da coloro che devono far applicare la legge risp. i limiti e gli errori delle leggi in vigore. La schiera degli "operatori di giustizia" non comprende solo i magistrati (pretori, giudici, procuratori e simili) e dipendenti/funzionari dello Stato ma anche i liberi professionisti operanti su
mandato di funzionari statali e magistrati, spesso stipendiati grazie alle imposte
versate dai cittadini. Questi ultimi dovrebbero poter
ricevere un degno servizio da tutte queste persone operanti a nome o su
mandato delle istituzioni.
Difatti il vostro contributo, oltre a permettervi di esternare
all'opinione pubblica le ingiustizie subite o la "Giustizia" ottenuta,
permetterà di avallare quanto intrapreso dal nostro Movimento nel solo
ambito della famglia con prole nella procedura di separazione e di
divorzio. Infatti, pure negli altri ambiti si riscontrano analoghe
disfunzioni, malfunzionamenti e incongruenze legislative e nell'applicazione delle leggi.
Non si vuole delegittimare lo Stato né la magistratura ma desideriamo fare in modo che lo
Stato rispettivamente i preposti servizi di sorveglianza vigilino
sull'operato dei suoi funzionari e magistrati risp. degli operatori loro sottoposti,
a tutela del cittadino.
Che questi operatori cambino il loro modo di lavorare, che emergano
le loro responsabilità e che subiscano le relative conseguenze
amministrative civili e penali. Non deve essere sempre e solo il cittadino a dover pagare (con la salute o coi risparmi di tanti anni di lavoro).
Il Movimento rinuncia a fare commenti di sorta su quanto
esposto essendo i fatti esposti risp. la documentazione esibita "sufficientemente parlanti", chiedendo ai lettori di inviare al Movimento i loro commenti (anche nell'anonimato) che sono ben
accetti, anzi auspicati.
Chiediamo dunque a voi lettori di contattarci per telefono (079 -
376 83 39 e 079 - 240 40 51) o inviarci per corriere postale (Movimento Papageno, c.p.
1827, 6830 Chiasso) o per e-mail a info@miopapageno.ch la
documentazione che volete venga pubblicata, eventualmente già cancellando quanto
desiderate non venga reso pubblico, unitamente ad una vostra dichiarazione di liberatoria per la pubblicazione.
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