Riflessioni inviateci da un padre (che vive in Ticino) dopo aver ascoltato la trasmissione radiofonica Millevoci con il Pretore avv Matteo Pedrotti e l'avv. Alessia Paglia.
*******
Per quanto si attiene alla trasmissione radiofonica, avvocati, pretori, collaboratori dei cosiddetti servizi sociali mi pare evidenzino, più che altro, un'assettica e fredda concretizzazione di un diritto anacronistico e riduzionistico, in quanto la realtà odierna è radicalmente mutata, ben più eterogena che 20 anni fa, ben più complessa.
Coloro che dicono che il maschio, il padre, dovrebbe smettere di lottare per dedicarsi allla redifinizione del proprio ruolo paterno, denotano scarsa o inesistente sensibilità, assenza di empatia nei confronti di padri e figli, miopia nei riguardi delle problematiche presenti e soprattutto future dei figli di genitori monoparentali. Alle volte, non posso non pensarlo, mi pare che il corrente fare di giudici ed avvocati, non possa non essere calcolato ed in mala fede: pratiche legali lunghe, burocrazia in costante aumento, spese giudiziarie prodotte e
fomentate dagli avvocati, forti resitenze al cambiamento del sistema corrente, chi dovrebbe cambiare qualcosa ha solo da perderci in termini finanziari epperciò ha tutti gli interessi a mantenere lo status quo, politica di chiara tendenze femministe
"Padri mancati (non per scelta)". Ospiti: Avv. A.Paglia (ufficio di vigilanza sulle tutele), giudice Avv M. Pedrotti, A. Heitmann (Papageno), R. Novena (AGNA), Avv. P.Tami (AGNA), conduce Rolf Schürch. (Per ascoltare la trasmissione anche cliccare Qui)
Di seguito potete leggere alcune delle affermazioni fatte durante la trasmissione dal Pretore avv Matteo Pedrotti e dall'avv. Alessia Paglia.
Dalla lettera inviata da un padre ticinese all'avv Marilena Fontaine,Capo Ufficio dell'Ufficio delle pari opportunità, in cui chiede un intervento concreto sentendosi discriminato come uomo, padre e marito, emerge che il Pretore avv Matteo Pedrotti, con la sua sentenza di separazione (Protezione dell'unione coniugale) tra i due coniugi, porta i costi a carico dello Stato (Canton Ticino) da 800 fr mensili di assegni integrativi (percepiti come famiglia con 3 figlie) a ben 3'367.- fr (= 2'212 di assistenza per il padre allontanato dalla casa coniugale + 1'155 fr di anticipo alimenti versati alla madre per le 3 figlie), da cui una differenza di 2'567 fr in piùogni mese!!!
Pertanto la Sentenza del Pretore Matteo Pedrotti (magistrato specializzato in divorzi: la sua Pretura 6 si occupa solo di divorzi...) causa al Cantone un maggior costo annuale complessivo di30'804 fr (= 2'567 fr x 12 mesi). A questi vanno aggiunti i costi di assistenza giudiziaria per gli avvocati della moglie e del marito ammontanti ad oggi a 15'000 fr!!!
Per leggere la lettera di questo padre in cui è ben descritta la situazioneCLICCA QUI.
Per saperne di più sulla vicenda di questo padre discriminato: CLICCA QUI.
Im Tessin hat ein Richter ein weiteres Skandalurteil gefällt, das die
gesamte Argumentation der links-feministischen Seilschaften und des
Bundesgerichts Lügen straft. Für diese Leute sind bei einer Scheidung
die Kinder die Trophäe desjenigen Elternteils, der sich hauptsächlich
um die Kinder kümmert. Natürlich nur, wenn es sich bei diesem
Elternteil um die Mutter handelt.
Dies bestätigt das Urteils des Luganeser Richters Matteo Pedrotti
von Anfang Mai: 11 Jahre lang hatte ein heute 51-jähriger Vater seine
Kinder im Alter von 15, 11 und 8 Jahren zuhause betreut. Zuständig für
das Familieneinkommen war die Mutter. Nun hat diese die Scheidung
verlangt und erhalten und die Kinder gleich dazu. Richter Pedrotti gibt
dem Vater gerade einmal dreieinhalb Wochen, um den Wohnort seiner
Familie zu verlassen.
Ad inizio maggio 2009 un nostro socio, del luganese, di 51 anni, padre di 3 figlie di 15, 11 e 8 anni che accudisce amorevolmente da 11 anni nelle vesti di "mammo casalingo", nel contempo commerciando part time in prodotti alimentari di propria produzione dall'estero (con un reddito di alcune centinaia di fr al mese), ha ricevuto la sentenza del Pretore di Lugano avv Matteo Pedrotti che gli intima di lasciare l'abitazione coniugale e le 3 figlie entro il 31 maggio 2009.
Interrogazione lega/udc al
Consiglio della Magistratura
Scarso impegno del pretore
Peverelli, come la mettiamo?
Silvano Bergonzoli,
unitamente ai cofirmatari Donatello Poggi, Mirto Bignasca, Norman Gobbi,
Luciano Canal, Michele Barra, Rodolfo Pantani, Patrizia Ramsauer, Pierre
Rusconi, Eros Mellini, Gabriele Pinoja e Marci Chiesa, hanno inviato al
Consiglio della Magistratura di Lugano un’interrogazione in merito allo scarso
impegno del pretore avvocato Marco Peverelli, responsabile della Pretura di Lugano
(sezione 2).Un’interrogazione
caldeggiata da decine di cittadini (fra i quali diversi avvocati) stanchi di
dover aspettare anni per le decisioni sui loro casi.
Il Consiglio di Stato, come
precisa la lettera, “si è trincerato dietro la separazione dei poteri per non
rispondere”. Bergonzoli ed il gruppo citato si sono quindi rivolti come detto
al Consiglio della magistratura ponendo diverse domane, in primis se lo stesso
CdM è al corrente dello scarso impegno del pretore Peverelli e se ha quindi
ricevuto già delle segnalazioni in merito, lamentele o richieste di intervento
al riguardo. In caso affermativo, cosa è stato fatto per migliorare la
deplorevole situazione. Alla fine altre domande che giustificano l’iniziativa:
quante cause sono pendenti presso questa pretura? Queste pendenze sono
“dormienti” da quanto tempo nel dettaglio annuale? Quante cause ha risolto lo
stesso negli ultimi 5 anni suddiviso anno per anno? Infine, quante cause e
istanze sono pendenti presso le altre cinque preture e quali le risoluzioni
annuali?
Cause ferme in Pretura? E scatta subito
l'interrogazione. Silvano Bergonzoli (Lega)
chiede al Governo che cosa sta succedendo alla Pretura di Lugano,
sezione 2.