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MATRIMONIO? Col diritto del divorzio attuale? NO GRAZIE!
TABELLE di ZURIGO in Ticino? NO GRAZIE!
TRIBUNALE DI FAMIGLIA? Solo se basato sul MODELLO COCHEM!
Padri senza una via d’uscita

Da: Mattino della domenica, 15.1.12 pag 37

NICOLÒ PANEPINTO, PAZZALLO

Si parla molto giustamente della di­soccupazione giovanile, ma esiste in Svizzera una nuova categoria di po­veri che non è considerata da nes­suno, quella dei Padri. Nessun politico propone soluzioni nemmeno. I massmedia, a parte i giornali della Lega dei Ticinesi, ne parlano pochis­simo. Insomma si tratta di una cate­goria che sembra non meritare la minima attenzione. Mi riferisco a quegli uomini che avendo circa cin­quant’anni - troppo giovani per an­dare
in pensione, tropo vecchi per es­sere assunti - avendo perduto il posto di lavoro per cause diverse, non hanno nessuna possibilità di trovarne un altro, fosse anche la peggiore oc­cupazione del mondo.

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“Riesco a sopravvivere al divorzio ma resto un uomo di seconda classe”

Da: il Caffe, 5.2.12 pag 8

La lettera
 
Lettera firmata

Egregio direttore, sono divorziato da circa 4 anni e mezzo, ho un figlio che frequenta le elementari. Ho provato sulla mia pelle tutto quanto c’era scritto nel servizio di domenica scorsa. Recentemente mi sono risposato, con una donna straniera, e ho una figlia piccola. Sono di nuovo vivo, nonostante le immense ingiustizie subite dapprima durante il primo matrimonio, poi col divorzio. Sarebbe stato impossibile risposarmi con una svizzera, la maggior parte fugge a gambe levate quando viene a conoscenza del precedente matrimonio, di un figlio e della convenzione firmata (in realtà imposta). Le donne che hanno espresso le testimonianze riportate nel vostro articolo sono una minoranza e sono la fortuna di quegli sciagurati che le hanno trovate.

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“Anche Sommaruga mi ha trattata da moglie di serie B”

Da: Il Caffe, 5.2.12 pag 8

La storia
 
Le “seconde compagne” deluse dalla risposta del ministro federale. Lo sfogo della partner di un separato.
 
PATRIZIA GUENZI
Ti-Press
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Noi, mogli di serie B, ignorate dalla legge

Da: Il Caffe, 29.1.12 pag 12

Le partner dei separati si appellano a Berna: “Viviamo in un inferno non per colpa nostra”
 
PATRIZIA GUENZI
 
“Chi si preoccupa di noi donne innamorate di un uomo separato? Perché, senza averne responsabilità alcuna, ci ritroviamo a condividere un lunghissimo calvario fatto di cattiverie, angherie, soprusi, ripicche, prepotenze e vendette da parte dell’ex moglie?”. Se lo domanda Katherin Säuberli, quarantadue anni, di Stabio. Da sette anni convive con un uomo separato dopo vent’anni di matrimonio. Con lui ha avuto un figlio che oggi ha 5 anni. Dopo aver pubblicato il suo sfogo sul Caffè, raccontando la sua triste vicenda, ha poi condensato tutta la sua amarezza in una lettera aperta indirizzata al consigliere federale Simonetta Sommaruga. “Noi mogli di serie B siamo ignorate dalla legge e viviamo in un inferno non per colpa nostra”, si è sfogata. E ha aggiunto: “Vorrei che finalmente fossimo considerate, rispettate e difese, così come, giustamente, lo sono le ex mogli e i figli dei nostri partner”.
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Papageno: in nome dei padri. Il 2012 porterà qualcosa di buono alle famiglie?
Da: Mattino della domenica rubrica "Papageno: in nome dei padri", 29.1.12 pag 31

Anzitutto i padri e i figli di questo nostro bel paese si aspettano che l’autorità parentale congiunta sia ancorata alla legge. Per dirlo con la nostra consigliera federale Som­maruga, questa modifica di legge non è che un adeguamento alle norme vigenti da anni nel resto dell’Europa. Siamo il fanalino di coda. Ci aspettiamo dunque che i padri non debbano più sottoporsi agli umilianti test di idoneità pa­rentale imposti dalle autorità tuto­rie. Ma come abbiamo già avuto modo di sottolineare, le modifiche di legge previste non risolvono per niente i problemi con cui vengono investiti i minori di questo paese. L’ipocrisia retorica di voler im­porre ai genitori “il bene dei mi­nori” continuerà: lo Stato sa meglio di chiunque altro qual’è il bene dei figli, perfino meglio dei genitori stessi! Se però si chie­desse ad un giudice di definire il bene del minore, una volta potrà essere quello, ad esempio, di non abbandonare la “casa degli affetti” (abitazione coniugale), e un’altra addirittura la deportazione dei figli da parte della madre perfino ol­tr’alpe, oltre frontiera, oltre oceano: incoerenze radicali e tutte con la massima disinvoltura.

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Costretto a pagare gli alimenti alla ex e ai nipoti perché il figlio è scappato: 59ne tenta suicidio
www.tgcom24.mediaset.it del 3.2.12
foto LaPresse
 
14:14 - Clamorosa decisione del tribunale di Trento che ha obbligato un 59enne a pagare gli alimenti alla ex moglie e anche ai nipoti perché il figlio, anche lui in via di separazione, risulta irreperibile. L'uomo ha tentato il suicidio gettandosi da un balcone ma è stato salvato dai carabinieri. Il protagonista della vicenda, un dipendente dell'Università di Trento, si è visto chiedere il pignoramento del suo stipendio: 1.200 euro al mese.
Salito sul davanzale della finestra posta al primo piano dell'ufficio del giudice per le esecuzioni, l'uomo è stato salvato da un carabiniere che è riuscito a bloccarlo prima che si buttasse nel vuoto.

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24.1.12 CHIASSO: Conferenza del Dr V. Vezzetti "NEL NOME DEI FIGLI", con A. Melchionda RSI e M. Urzi

 Presentazione della conferenza

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Dr Vittorio Vezzetti

.
 

VISIONA L A CONFERENZA SU PAPAGENOtv

Relazione 19.7.2011 del Dr Vezzetti davanti al Senato a ROMA

 Libro "Nel nome dei Figli"  

Marco Urzi e Roberto Bonanno

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Movimento papageno  
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Lettera aperta di una "seconda" alla CF Sommaruga (in I,D,F)
Katherin Säuberli
musicista diplomata
presso Schola Cantorum di Basilea
Via Rianella 6
CH-6855 Stabio
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
                                                    Frau BR Simonetta Sommaruga
                                                    Bundesamt EJPD
                                                    BR Vorsteherin
                                                    Bundeshaus West
                                                    3003 Bern

                                                    16 gennaio 2012


Lettera aperta alla Consigliere Federale Simonetta Sommaruga e a tutti i legali, avvocati divorzisti e pretori della Svizzera.

Quali donne sono sostenute e “protette” dalle nostre leggi? Un appello di „una seconda“.

Dal 2005 convivo con un uomo che è de facto separato dalla sua moglie dal gennaio 2004 e di quale comincia la procedura del divorzio consenziente a settembre 2006. La “ex” reclama per sé condizioni economiche impossibili e trascina la procedura di divorzio anche con delle tattiche perfidi solo per impedire a noi di rifarci una vita, anzi per poter risolvere il suo matrimonio da vedova. Oggi abbiamo fortunatamente un figlio di 4 anni.

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L’esistenza avvelenata delle donne che amano un uomo divorziato
Il Caffe, 15.1.12 pag 51
 
L’EDITORIALE DEL LETTORE

Da anni ormai si parla tanto dei problemi delle coppie divorziate, delle difficoltà economiche, legali e affettive a cui vanno incontro mogli e mariti nel momento in cui si dividono. Degli scontri per l’affidamento dei figli o per l’importo degli assegni alimentari che, con una legislazione tesa soprattutto a proteggere i diritti materni, innescano contenziosi giudiziari che si trascinano per tanto tempo. Troppo tempo. Nessuno parla mai, però, di un altro aspetto di questo problema. Ossia le mille difficoltà a cui va incontro una donna che sposa, o vorrebbe sposare, un uomo divorziato con cui si trova a condividere, senza averne responsabilità alcuna, un calvario di vere e proprie sofferenze. Un calvario irto di ripicche e ritorsioni da parte dell’ex moglie, o dei suoi legali, che provocano stress psicologico, quando non traumi veri e propri, oltre che, ovviamente, un dispendio economico non indifferente.

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Papageno: in nome dei padri. Politica familiare e separazione. “Decalogo” delle incoerenze!

Da: Mattino della domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri", 15.1.12 pag 26

Politica familiare e Diritto di separazione. Il “Decalogo” delle incoerenze!

: Nel 1989 la Svizzera ha firmato i seguenti accordi internazionali: ART.18:' Gli Stati si impegnano a garantire il principio secondo il quale entrambi i genitori hanno co­muni responsabilità per quanto ri­guarda l'educazione del fanciullo e il provvedere al suo sviluppo'. Con­venzione ONU sui Diritti del Fan­ciullo (New York 20.11.1989). ART.11:“ Gli stati membri si impe­gnano a non separare i figli dai ge­nitori contro la loro volontà”.

Convenzione Internazionale dei Di­ritti del Fanciullo. Cosa fa la giuri­sprudenza nei casi di separazione e divorzio per mantener fede a questi trattati internazionali? Niente! Sem­plicemente li ignora ed imperterrita prosegue sulla via dell’affido esclu­sivo ad un genitore.
La bigenitoria­lità non è un concetto economica­mente allettante! Non si pensa, e non si vuole pensare, al diritto del bambino ad avere una madre ed un padre equamente attivi nel suo accu­dimento e nella sua educazione! Contro il genitore che desidera e vuole fare il genitore anche dopo la separazione, al figlio s’impone l’af­fido esclusivo alla madre ed al padre l’esclusione forzata dalla vita dei figli e del denaro da versare.

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Papageno: in nome dei padri. Walter Recchiuti: un padre, due minori, e un incubo che continua!!

Da: Mattino della domenica, 18.12.11 pag 15, rubrica "Papageno: in nome dei padri"

Nel nostro articolo di luglio vi informavamo che la moglie di Walter Recchiuti, la signora Astrid Catti, il 4 febbraio del 2008 da Minusio si era trasferita in Francia andando a vivere con un uomo di nazionalità francese. Lo aveva fatto portandosi via i due figli, Alexandro di 6 anni e Maximiliano di 2, senza il consenso del marito. La moglie, in occasione della recente perizia psichiatrica familiare ordinata dal Giudice del divorzio francese, ha dichiarato che il giorno 4 febbraio 2008 in cui ha lasciato l’abitazione coniugale coi figli, è intervenuta la polizia cantonale per sedare le violenze che Walter Recchiuti stava esercitando su di lei: fortunatamente, il padre è riuscito a dimostrare le infondatezze di queste accuse, così come il presunto intervento della polizia, in realtà mai avvenuto. Da allora per questo padre e i suoi due figli è iniziata una vita da incubo di indicibile sofferenza, divisa tra Svizzera e Francia. Ma la vicenda si complica.

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Papageno: in nome dei padri. La famiglia è sotto attacco da più parti!

Da: Mattino della domenica, 11.12.2011, pag 12, rubrica "Papageno: in nome dei padri"
 
La famiglia è sotto attacco da più parti! Lo Stato invece che difenderla pare volergli infliggere il colpo di grazia.
 

Già sessant’anni fa l’autorevole antropologa statunitense Margaret Mead, nel suo best seller Maschio e femmina” scriveva: “In seno alla famiglia, ogni nuova generazione di ragazzi apprende ad essere sostegno adeguato e sovrappone alla mascolinità, implicita nella sua costituzione biologica, la parte di padre, che ha appreso dalla società. […] La paternità è un’invenzione sociale. Le testimonianze dimostrano che dobbiamo considerare la paternità in modo assai diverso dalla maternità. Gli uomini devono imparare a desiderare di provvedere ad altri e questo comportamento, essendo acquisito, non ha solide basi e può sparire facilmente, se le condizioni sociali non continuano a insegnarlo. Si potrebbe invece dire il contrario delle donne: esse sono madri a meno che non si insegni loro a negare l’istinto materno”. Considerazioni fondamentali che terremo ben salde in mente per cercare di evidenziare in che maniera la politica familiare ticinese, ed il diritto di famiglia, si propongo di realizzarle e difenderle.

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Invito di un padre ticinese: diciamo basta a tutto il Circo!

Estratto dell'articolo: "Io ho detto basta a tutto il Circo! Richiede tanta forza e coraggio, ma ti invito: Fai lo stesso anche Tu! Questa sarà la Tua lezione a tutti coloro che non ti lasciano essere e fare il padre. Questo sarà il Tuo potente e concreto “aiuto” a fargli smettere questa loro vergogna: Fallo!"

(leggi l'intero articolo)

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Papageno: in nome dei padri. Diritto di famiglia: di male in peggio!

Da: Mattino della domenica, 27.11.11 pag 10 rubrica "Papageno: in nome dei padri"


MATTINO: L’autorità parentale congiunta diventa la regola. Siete soddisfatti della nuova normativa?

PAPAGENO: Sì e no. Siamo l’ultimo paese d’Europa a riconoscere ai propri figli questo diritto. Non ci pare un gran progresso, come ha ammesso la signora Sommaruga. Tuttavia, in molti casi potrebbe risultare meglio di quanto fatto fin’ora, a condizione però che un’autorità di vigilanza la facesse davvero rispettare ricorrendo, in caso di inosservanza, a sanzioni adeguate. Ad ogni modo, per noi padri si prospettano tempi durissimi in cui generare un figlio equivarrà ad un vero suicidio, come minimo dal profilo economico. Per il resto, non cambierà ahinoi nulla. Impietoso, pare continuare il processo di privazione di una qualsiasi funzione educativo-formativa e d’autorità al padre, sia in seno alla famiglia che in società.

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Sentenza TF: Ordnungsbusse wegen Nichtbefolgens einer Besuchsrechtsregelung

Sentenza del Tribunale Federale 5A_612/2009: ad una madre è stata comminata una multa di 300 fr per ogni giorno di diritto di visita non eseguito, per non aver dato seguito ad una regola concernete i diritti di visita a favore del padre ordinata con la comminatoria dell'art. 292 del Codice Penale Svizzero.

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Il divorzio, i figli e gli avvocati

Da: CdT 19.11.11 pag 34 Lettere & Opinioni

Sono un genitore divorziato, padre di figli che riesco a vedere solo quattro giorni al mese, come voluto dalla mia ex coniuge e dal pretore. Come tale, mi dispiace leggere la presa di posizione del presidente dell'Ordine degli avvocati del Canton Ticino (OATI) nel vostro approfondimento, apparso lo scorso 11 novembre nella sezione «Primo piano». 

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Diversi commenti dei lettori sul messaggio del CF "L'autorità parentale congiunta diventa la regola"

Di seguito, diversi commenti pervenutici per e-mail relativi al messaggio del CF "L'autorità parentale congiunta diventa la regola; Il Consiglio federale adotta il messaggio sulla revisione del Codice civile

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Comunicato stampa Mov Papageno: L'autorità parentale congiunta diventa la regola per i genitori...
PADRI INDIGNATI !!!!!!!!

L'autorità parentale congiunta diventa la regola per i genitori...ma a che prezzo! 
E se i padri rinunciassero al "pacchetto (bomba) regalo" del CF (o meglio della CF Sommaruga)?

Cari amici e amiche, spettabili media,

ancora una volta i padri sono stati ingannati. Infatti, dopo attenta lettura, ciò che in prima apparenza sembrava una buona notizia per i padri separati di fatto è l'ennesima presa in giro e l'ennesimo affronto che la politica fa subire loro. La concessione dell'autorità parentale congiunta (che sottolineiamo, non è l'affidamento condiviso, ossia la permanenza dei figli in modo paritario presso i due genitori separati, fondamentale alla tutela della bigenitorialità e dunque al reale bene dei figli) il CF vuole farla pagare a caro prezzo ai padri. Infatti, nel "pacchetto" il Consiglio Federale (la CF Sommaruga??) tralascia l'aspetto penale sulla sottrazione di minori in caso di impedimento del diritto di visita messo in atto dal genitore affidatario...per il bene del figlio (???!!!): citiamo "

Il Consiglio federale rinuncia per ora a punire espressamente il genitore incaricato della custodia che impedisce di esercitare il diritto di visita. È infatti lecito temere che punendo un genitore soffra anche il figlio.

Viene in apparenza decantata l'uguaglianga uomo-donna. Tuttavia,

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