Si
parla molto giustamente della disoccupazione giovanile, ma esiste in
Svizzera una nuova categoria di poveri che non è considerata da
nessuno, quella dei Padri. Nessun politico propone soluzioni nemmeno. I
massmedia, a parte i giornali della Lega dei Ticinesi, ne parlano
pochissimo. Insomma si tratta di una categoria che sembra non
meritare la minima attenzione. Mi riferisco a quegli uomini che avendo
circa cinquant’anni - troppo giovani per andare
in pensione, tropo vecchi per essere assunti - avendo perduto il
posto di lavoro per cause diverse, non hanno nessuna possibilità di
trovarne un altro, fosse anche la peggiore occupazione del mondo.
Egregio direttore, sono divorziato da circa 4 anni e mezzo, ho un
figlio che frequenta le elementari. Ho provato sulla mia pelle tutto
quanto c’era scritto nel servizio di domenica scorsa. Recentemente mi
sono risposato, con una donna straniera, e ho una figlia piccola. Sono
di nuovo vivo, nonostante le immense ingiustizie subite dapprima durante
il primo matrimonio, poi col divorzio. Sarebbe stato impossibile
risposarmi con una svizzera, la maggior parte fugge a gambe levate
quando viene a conoscenza del precedente matrimonio, di un figlio e
della convenzione firmata (in realtà imposta). Le donne che hanno
espresso le testimonianze riportate nel vostro articolo sono una
minoranza e sono la fortuna di quegli sciagurati che le hanno trovate.
Le partner dei separati si appellano a Berna: “Viviamo in un inferno non per colpa nostra”
PATRIZIA GUENZI
“Chi si preoccupa di noi donne innamorate di un uomo separato?
Perché, senza averne responsabilità alcuna, ci ritroviamo a condividere
un lunghissimo calvario fatto di cattiverie, angherie, soprusi,
ripicche, prepotenze e vendette da parte dell’ex moglie?”. Se lo domanda
Katherin Säuberli, quarantadue anni, di Stabio. Da sette anni convive
con un uomo separato dopo vent’anni di matrimonio. Con lui ha avuto un
figlio che oggi ha 5 anni. Dopo aver pubblicato il suo sfogo sul Caffè,
raccontando la sua triste vicenda, ha poi condensato tutta la sua
amarezza in una lettera aperta indirizzata al consigliere federale
Simonetta Sommaruga. “Noi mogli di serie B siamo ignorate dalla legge e
viviamo in un inferno non per colpa nostra”, si è sfogata. E ha
aggiunto: “Vorrei che finalmente fossimo considerate, rispettate e
difese, così come, giustamente, lo sono le ex mogli e i figli dei nostri
partner”.
Da: Mattino della domenica rubrica "Papageno: in nome dei padri", 29.1.12 pag 31
Anzitutto
i padri e i figli di questo nostro bel paese si aspettano che
l’autorità parentale congiunta sia ancorata alla legge. Per dirlo con la
nostra consigliera federale Sommaruga,
questa modifica di legge non è
che un adeguamento alle norme vigenti da anni nel resto dell’Europa.
Siamo il fanalino di coda. Ci aspettiamo dunque che i padri non debbano
più sottoporsi agli umilianti test di idoneità parentale
imposti dalle
autorità tutorie.
Ma come abbiamo già avuto modo di sottolineare, le
modifiche di legge previste non risolvono per niente i problemi con cui
vengono investiti i minori di questo paese. L’ipocrisia retorica di
voler imporre
ai genitori “il bene dei minori”
continuerà: lo Stato
sa meglio di chiunque altro qual’è il bene dei figli, perfino meglio dei
genitori stessi! Se però si chiedesse
ad un giudice di definire il
bene del minore, una volta potrà essere quello, ad esempio, di non
abbandonare la “casa degli affetti” (abitazione coniugale), e un’altra
addirittura la deportazione dei figli da parte della madre perfino
oltr’alpe,
oltre frontiera, oltre oceano: incoerenze radicali e tutte
con la massima disinvoltura.
14:14
- Clamorosa decisione del tribunale di Trento che ha obbligato un
59enne a pagare gli alimenti alla ex moglie e anche ai nipoti perché il
figlio, anche lui in via di separazione, risulta irreperibile. L'uomo ha
tentato il suicidio gettandosi da un balcone ma è stato salvato dai
carabinieri. Il protagonista della vicenda, un dipendente
dell'Università di Trento, si è visto chiedere il pignoramento del suo
stipendio: 1.200 euro al mese.
Salito sul
davanzale della finestra posta al primo piano dell'ufficio del giudice
per le esecuzioni, l'uomo è stato salvato da un carabiniere che è
riuscito a bloccarlo prima che si buttasse nel vuoto.
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Frau
BR Simonetta Sommaruga
Bundesamt
EJPD
BR
Vorsteherin
Bundeshaus
West
3003
Bern
16
gennaio 2012
Lettera aperta alla Consigliere Federale Simonetta Sommaruga e a tutti i legali, avvocati divorzisti e pretori della Svizzera.
Quali donne sono sostenute e “protette” dalle nostre leggi? Un appello di „una seconda“.
Dal 2005 convivo con un uomo che è de facto separato dalla
sua moglie dal gennaio 2004 e di quale comincia la procedura del divorzio
consenziente a settembre 2006. La “ex” reclama per sé condizioni economiche
impossibili e trascina la procedura di divorzio anche con delle tattiche
perfidi solo per impedire a noi di rifarci una vita, anzi per poter risolvere
il suo matrimonio da vedova. Oggi abbiamo fortunatamente un figlio di 4 anni.
Da anni ormai si parla tanto dei problemi delle coppie
divorziate, delle difficoltà economiche, legali e affettive a cui vanno
incontro mogli e mariti nel momento in cui si dividono. Degli scontri
per l’affidamento dei figli o per l’importo degli assegni alimentari
che, con una legislazione tesa soprattutto a proteggere i diritti
materni, innescano contenziosi giudiziari che si trascinano per tanto
tempo. Troppo tempo. Nessuno parla mai, però, di un altro aspetto di
questo problema. Ossia le mille difficoltà a cui va incontro una donna
che sposa, o vorrebbe sposare, un uomo divorziato con cui si trova a
condividere, senza averne responsabilità alcuna, un calvario di vere e proprie sofferenze. Un calvario
irto di ripicche e ritorsioni da parte dell’ex moglie, o dei suoi
legali, che provocano stress psicologico, quando non traumi veri e
propri, oltre che, ovviamente, un dispendio economico non indifferente.
Da: Mattino della domenica, rubrica "Papageno: in nome dei padri", 15.1.12 pag 26
Politica familiare e Diritto di separazione. Il “Decalogo” delle incoerenze!
1° : Nel 1989 la Svizzera ha firmato i seguenti accordi internazionali: ART.18:' Gli Stati si impegnano a garantire il principio secondo il quale entrambi i genitori hanno comuni
responsabilità per quanto riguarda
l'educazione del fanciullo e il provvedere al suo sviluppo'. Convenzione
ONU sui Diritti del Fanciullo
(New York 20.11.1989). ART.11:“ Gli stati membri si impegnano
a non separare i figli dai genitori
contro la loro volontà”.
Convenzione
Internazionale dei Diritti
del Fanciullo. Cosa fa la giurisprudenza
nei casi di separazione e divorzio per mantener fede a questi trattati
internazionali? Niente! Semplicemente
li ignora ed imperterrita
prosegue sulla via dell’affido esclusivo
ad un genitore. La bigenitorialità
non è un concetto economicamente
allettante!
Non si pensa, e non si vuole pensare, al diritto del bambino ad avere
una madre ed un padre equamente attivi nel suo accudimento
e nella sua
educazione! Contro il genitore che desidera e vuole fare il genitore
anche dopo la separazione, al figlio s’impone l’affido
esclusivo alla
madre ed al padre l’esclusione forzata dalla vita dei figli e del denaro
da versare.
Da: Mattino della domenica, 18.12.11 pag 15, rubrica "Papageno: in nome dei padri"
Nel nostro articolo di luglio vi informavamo che la moglie di
Walter Recchiuti, la
signora Astrid Catti, il 4 febbraio del 2008 da Minusio si era
trasferita in Francia andando a vivere con un uomo di nazionalità francese. Lo
aveva fatto portandosi via i due figli, Alexandro di 6 anni e Maximiliano
di 2, senza il consenso del marito. La moglie, in occasione della recente
perizia psichiatrica familiare ordinata dal Giudice del divorzio francese, ha
dichiarato che il giorno 4 febbraio 2008 in cui ha lasciato l’abitazione coniugale
coi figli, è intervenuta la polizia cantonale per sedare le violenze che Walter
Recchiuti stava esercitando su di lei: fortunatamente, il padre è riuscito a
dimostrare le infondatezze di queste accuse, così come il presunto intervento
della polizia, in realtà mai avvenuto. Da allora per questo padre e i suoi due
figli è iniziata una vita da incubo di indicibile sofferenza, divisa tra
Svizzera e Francia. Ma la vicenda si complica.
Da: Mattino della domenica, 11.12.2011, pag 12, rubrica "Papageno: in nome dei padri"
La famiglia è sotto attacco da più parti! Lo Stato invece che difenderla pare volergli infliggere il colpo di grazia.
Già sessant’anni fa l’autorevole
antropologa statunitense Margaret Mead, nel suo best seller “Maschio e femmina” scriveva: “In seno alla famiglia, ogni nuova
generazione di ragazzi apprende ad essere sostegno adeguato e sovrappone alla mascolinità, implicita
nella sua costituzione biologica, la
parte di padre,che ha appreso dalla
società. […] La paternità è
un’invenzione sociale. Le testimonianze dimostrano che dobbiamo considerare
la paternità in modo assai diverso dalla maternità. Gli uomini devono imparare
a desiderare di provvedere ad altri e questo comportamento, essendo acquisito, non ha solide basi e può sparire facilmente,se le condizioni sociali non
continuano a insegnarlo. Si potrebbe invece dire il contrario delle donne: esse
sono madri a meno che non si insegni
loro a negare l’istinto materno”.Considerazioni fondamentali che terremo ben salde in mente per cercare di
evidenziare in che maniera la politica familiare ticinese, ed il diritto di
famiglia, si propongo di realizzarle e difenderle.
Estratto dell'articolo: "Io ho detto basta a tutto il Circo! Richiede tanta forza e coraggio, ma ti invito: Fai lo stesso anche Tu! Questa sarà la Tua lezione a tutti coloro che non ti lasciano essere e fare il padre. Questo sarà il Tuo potente e concreto “aiuto” a fargli smettere questa loro vergogna: Fallo!"
MATTINO: L’autorità parentale congiunta diventa la regola. Siete soddisfatti della nuova normativa?
PAPAGENO: Sì e no. Siamo l’ultimo paese d’Europa a
riconoscere ai propri figli questo diritto. Non ci pare un gran
progresso, come ha ammesso la signora Sommaruga. Tuttavia, in molti casi
potrebbe risultare meglio di quanto fatto fin’ora, a condizione però
che un’autorità di vigilanza la facesse davvero rispettare ricorrendo,
in caso di inosservanza, a sanzioni adeguate. Ad ogni modo, per noi
padri si prospettano tempi durissimi in cui generare un figlio equivarrà
ad un vero suicidio, come minimo dal profilo economico. Per il resto,
non cambierà ahinoi nulla. Impietoso, pare continuare il processo di
privazione di una qualsiasi funzione educativo-formativa e d’autorità al
padre, sia in seno alla famiglia che in società.
Sentenza del Tribunale Federale 5A_612/2009: ad una madre è stata comminata una multa di 300 fr per ogni giorno di diritto di visita non eseguito, per non aver dato seguito ad una regola concernete i diritti di visita a favore del padre ordinata con la comminatoria dell'art. 292 del Codice Penale Svizzero.
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Sono un genitore divorziato, padre di figli che riesco a vedere solo
quattro giorni al mese, come voluto dalla mia ex coniuge e dal pretore.
Come tale, mi dispiace leggere la presa di posizione del presidente
dell'Ordine degli avvocati del Canton Ticino (OATI) nel vostro
approfondimento,
apparso lo scorso 11 novembre nella sezione «Primo
piano».
L'autorità parentale congiunta diventa la regola per i genitori...ma a che prezzo!
E se i padri rinunciassero al "pacchetto (bomba) regalo" del CF (o meglio della CF Sommaruga)?
Cari amici e amiche, spettabili media,
ancora una volta i padri sono stati ingannati. Infatti, dopo attenta lettura, ciò che in prima apparenza sembrava una buona notizia per i padri separati di fatto è l'ennesima presa in giro e l'ennesimo affronto che la politica fa subire loro. La concessione dell'autorità parentale congiunta (che sottolineiamo, non è l'affidamento condiviso, ossia la permanenza dei figli in modo paritario presso i due genitori separati, fondamentale alla tutela della bigenitorialità e dunque al reale bene dei figli) il CF vuole farla pagare a caro prezzo ai padri. Infatti, nel "pacchetto" il Consiglio Federale (la CF Sommaruga??) tralascia l'aspetto penale sulla sottrazione di minori in caso di impedimento del diritto di visita messo in atto dal genitore affidatario...per il bene del figlio (???!!!): citiamo"
Il Consiglio federale rinuncia per ora a punire espressamente il genitore incaricato della custodia che impedisce di esercitare il diritto di visita. È infatti lecito temere che punendo un genitore soffra anche il figlio."
Viene in apparenza decantata l'uguaglianga uomo-donna. Tuttavia,