Genitori separati e figli. Un passo avanti. Nel Canton Vaud, primo processo per PAS (sindrome da alienazione parentale) in Svizzera. Ma in Ticino siamo ancora ai piedi della scala
C’è una novità nello spinoso settore dei rapporti tra i figli e i genitori separati o divorziati. Un problema, questo, già acuto, ma che è destinato ad acuirsi sempre più, basti pensare che la metà dei matrimoni finisce in un divorzio. E che i divorzi e le separazioni diventano vieppiù conflittuali. Non solo quelli dove ci sono dei soldi o degli averi da spartire, ma anche quelli dove c’è poco o nulla. Questo grazie, o per colpa (scegliete voi…) anche del gratuito patrocinio. Il quale permette agli avvocati di fomentare ad oltranza la litigiosità tra le parti, tanto al pagamento della parcella provvede lo Stato, per cui non c’è neppure il rischio che i clienti smettano di azzuffarsi perché sono stufi di spendere in avvocati.
Il passo avanti viene fatto nell’ambito della bigenitorialità e della tutela dei figli contro il mobbing parentale, ovvero contro il comportamento di un genitore che – a causa di un rapporto conflittuale – fa di tutto per estraniare i figli dall’altro genitore, ad esempio procedendo a dei lavaggi del cervello.
Per il rapimento dei figli di Walter Recchiuti, in data 12.10.2009 il Movimento Papageno scrive una lettera alla Consigliera Federale Eveline Widmer-Schlumpf, alla quale la Consigliera Federale risponde il 2.11.2009. Nel frattempo e prima della risposta della Consigliera federale, il Pretore di Locarno avv Bertini Francesco ha emesso la sua sentenza di affidamento della prole alla madre che ha sottratto i figli al padre.
E per il caso dei figli di Walter Recchiuti, rapiti dalla madre in Francia per oltre un anno, cosa è stato fatto dai nostri politici, dal Consiglio federale e dal Dipartimento preposto, per farli rientrare in Svizzera? Due pesi due misure?
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Da: CdT 6.2.10 pag 7
La storia infinita di Alessandro
Rapimento internazionale di minori: l'Italia non rispetta le regole
Dura presa di posizione del Consiglio federale che ha risposto a Dick Marty
C'è una Convenzione - quella dell'Aia sugli aspetti civili del
rapimento internazionale dei minori - che lega l'Italia alla
Svizzera. C'è però un problema: l'Italia non rispetta gli obblighi
risultanti da questa Convenzione e, da questo mancato rispetto,
nascono storie assurde come quella di Alessandro. Questo,
sostanzialmente, quanto il Consiglio federale ha risposto al senatore
Dick Marty che, il 30 novembre scorso, aveva portato il caso di
questo bimbo - privato da tre anni della mamma alla quale l'Autorità tutoria l'ha affidato - davanti al Governo. «Questa - ci aveva detto in quell'occasione Dick Marty
(cfr. CdT 1.12.2009) - è una vicenda allucinante. Questo bambino è
vittima della burocrazia e di una giustizia che non è in grado di
essere giusta».
Non abusò della figlia: ora va risarcito
Lo Stato deve quasi 33 mila franchi a un uomo ingiustamente perseguito
Accolta
l'istanza dell'avvocato Pascal Cattaneo: il Cantone verserà 32.600
franchi all'uomo indagato per presunta violenza carnale sulla figlia e
poi scagionato
È destinata a chiudersi con un risarcimento danni la triste vicenda
apertasi nel gennaio 2008 con l'arresto di due uomini accusati dal
procuratore pubblico Mario Branda di atti sessuali con fanciulli,
coazione e violenza carnale. Sotto inchiesta erano finiti il padre e
lo zio di una bimba domiciliata nel Mendrisiotto. I due avevano
trascorso tre settimane in detenzione preventiva. Nell'aprile 2008, il
Ministero pubblico ha decretato l'abbandono del procedimento nei
confronti degli indagati, scagionandoli quindi dalle pesanti accuse.
La diffamazione dipende dal senso e dal contesto: lo dice il Tribunale federale
I
giudici della massima istanza giudiziaria svizzera a Losanna hanno
confermato una sentenza della Corte di cassazione e revisione del
Tribunale d'appello oggetto di un ricorso da parte del Ministero
pubblico ticinese
Se una data affermazione, considerata isolatamente, può essere
ritenuta diffamatoria ai sensi del codice penale, può non essere così
se la si legge all'interno di un contesto teso a far valere le proprie
ragioni. È questo il senso di una recente sentenza del Tribunale
federale cui si è rivolto il Ministero pubblico ticinese in un caso
proprio di diffamazione. Protagonista è una curatrice designata
all'educazione dei figli di una coppia impegnata in un'aspra causa di
divorzio.
A seguito della richiesta del padre di avere una persona che lo coadiuvasse nel poter mantenere le proprie relazioni personali coi 3 figli, osteggiate dalla madre e da ciò limitate al minimo previsto nonostante i figli auspicassero maggiori contatti con il padre, il Pretore della Pretura di Mendrisio Sud ha proposto la psicologa XY che lavorava a tempo parziale e che quindi avrebbe potuto prendere il mandato. Il padre, facendo fiducia al Pretore, e, a conoscenza del costo di 40.- frs l'ora per il compito di una curatela educativa, ha accettato la persona proposta dal Pretore. È stata dunque nominata la psicologa XY dalla CTR 1 di Chiasso quale curatrice educativa.
Divorzi e separazioni con
figli. Passo avanti verso la “bigenitorialità”.
Una sentenza della Corte
europea dei diritti dell’uomo viene in aiuto ai padri separati, e potrebbe
avere conseguenze positive (tanto per una volta…) anche in Svizzera.
I divorzi e le separazioni,
soprattutto quando ci sono di mezzo figli, sono una delle grandi cause di
conflittualità del nostro tempo. Per la verità, anche quando ci sono di mezzo i
soldi, ma in effetti anche quando non ci sono. Anzi, i divorzi con tanto di
assistenza giudiziaria, tra coniugi poco abbienti, sono spesso i più
macchinosi. Perché? Ma perché è interesse degli avvocati fomentare la
litigiosità sul niente per mangiarci sopra: una vera miniera inesauribile,
visto che l’assistenza giudiziaria la paga il contribuente e non il cliente.
Tornando all’argomento
iniziale: le separazioni di coppie con figli spesso non vanno lisce, e questo
vale anche quando i genitori non sono sposati. Oggi un po’ ovunque i
legislatori si orientano verso la cosiddetta bigenitorialità, che consiste nel
distribuire più equamente diritti, ma anche doveri, tra la madre e il padre che
si separano. Infatti non è un mistero per nessuno che nel nostro ordinamento
giuridico il ruolo del padre risulta in genere sminuito. Da questa aspirazione
ad un maggiore equilibrio nascono principi come quello dell’autorità parentale
congiunta.
Adriano Heitmann di Papageno: il delegato cantonale delle Pari opportunità ci snobba. La replica: critiche fuori luogo.
Violenza domestica sugli uomini: se ne parla poco e a livello politico «c’è tendenza a snobbarla».Adriano Heitmann, membro dell’associazione Papageno, non ha dubbi: occorre maggiore informazione per colmare una lacuna secondo lui grave. «E per questo motivo – afferma – recentemente
sono state lanciate diverse indagini a livello on line. In Italia, per
esempio, è stato presentato un programma a cura del Ministero delle
pari opportunità». Ma anche nella Svizzera italiana si stanno moltiplicando gli sforzi per far emergere quelle che Heitmann chiama «verità nascoste». Insomma: «Non bisogna lasciare nulla di intentato», sostiene.
In Ticino questa problematica pare sconosciuta ai più. «Secondo statistiche
di polizia, in Svizzera l’80% della violenza domestica viene praticata
dagli uomini sulle donne e il 20% avviene al...contrario. Ma
riscontriamo purtroppo una certa difficoltà nelle vittime di entrambi i
sessi a parlarne. I maschi, poi, hanno grosse remore nel far scattare
una denuncia. Aggiungo che la nostra associazione cerca di svolgere un
lavoro di informazione al quale le autorità preposte sono piuttosto
insensibili».
Un esempio. «Circa un anno fa – dice Heitmann – abbiamo
richiesto delle informazioni al delegato delle pari opportunità ma
soltanto dopo parecchi mesi si è fatto vivo. In modo che abbiamo per
altro ritenuto insoddisfacente».
10.06.2009. La delegata alle pari opportunità avv Marilena Fontaine risponde al Movimento Papageno (quasi un anno dopo), a seguito del sollecito del deputato al Gran Consiglio Donatello Poggi:
Il 24.5.09 il deputato GC Donatello Poggi sollecita una risposta al movimento Papageno da parte dell'avv Fontaine Marilena, con minaccia d'interrogazione parlamentare al Consiglio di Stato.
Donatello Poggi
Deputato in Gran Consiglio
via Basilea 4
6710 Biasca
Biasca, 24 maggio 2009
Ufficio della
legislazione
e delle pari opportunità
Avv. Fontaine
Marilena
residenza Governo
6501 Bellinzona
Signora Fontaine,
lo scopo di
questa mia lettera/sollecito è quello di invitarla a rispondere entro tempi
brevi alla lettera del Movimento Papageno, che allego.
Come lei ben saprà io sono
uno dei tre deputati in Gran Consiglio che, nel dicem-
bre 2007, ha inoltrato al
Consiglio di Stato una mozione sollecitando l’introdu-
zione, al posto dell’Ufficio
sulla condizione femminile, di un ombusman o di una figura istituzionale che si
occupi di tutelare e garantire i diritti del padre in caso di divorzio e vigili
onde evitare abusi di diritto della controparte, specie se a beneficio del
gratuito patrocinio (cioè a spese del contribuente).
Per ovvie ragioni sono molto
interessato alla sua risposta.
Il movimento Papageno è
un’associazione di padri volontari che studiano, analizzano, indagano,
pubblicano tutti i temi che toccano il diritto di famiglia e le nefaste
conseguenze della separazione e del divorzio. I volontari di Papageno danno
sostegno ai loro membri (in genere padri separati o divorziati) e svolgono
un’attiva monitorizzazione dei gravi problemi che colpiscono i figli di
genitori separati (servizi sociali, autorità tutorie, preture, avvocati,ecc.).
Inoltre mettono l’accento sulla sempre più debole e discriminata figura del
padre nella nostra società e nella legislazione. L’attività del movimento
Papageno ha per obbiettivo la salvaguardia del bene dei figli e della dignità
dei loro padri.
Signora Fontaine, sono
trascorsi ben otto mesi dalla lettera del
movimento Papageno che le allego e alla quale lei non ha ancora dato risposta.
Questo non mi sembra un
comportamento corretto da parte di un/a alto/a fun-
zionario/a dello Stato, al
servizio dei cittadini e dai cittadini stipendiato/a.
La invito quindi a rispondere
entro tempi brevi (2/3 settimane) al movimento Papageno altrimenti mi vedrò costretto ad inoltrate
un’interrogazione al Consiglio di Stato non tenera di sicuro.
Due membri di comitato si sono incontrati con l'avv Fontaine a Bellinzona il 22 agosto 2008. Dopo uno scritto di sollecito
inviato il 27 settembre 2008 per una risposta sui punti sollevati
durante la discussione, purtroppo a tutt'oggi non abbiamo ricevuto
alcun riscontro.
Storia di ordinaria giustizia giuridico-legale: un padre non affidatario (2 figli conviventi con la madre), nel contempo affidatario (1 figlia convivente con lui), è pesantemente discriminato assieme alla figlia in quanto non può dedurre dal suo reddito determinante gli importanti alimenti (32'910 frs annui) versati alla madre e agli altri due figli.
Il padre ha inviato una lettera all'avv.ta Marilena Fontaine (per leggerlaclicca QUI), capoufficio dell'Ufficio cantonale delle pari opportunità e della legislativa, a Bellinzona. A tutt'oggi egli non ha ricevuto nessuna risposta...
Genitori non affidatari
delusi dal governo: "Chiediamo l'intervento del
Parlamento"
Il Movimento Papageno, che da
tempo pubblica sul suo sito www.miopapageno.ch numerosi esempi di
malfunzionamento di Tutorie, Preture, autorità di vigilanza, eccetera, nelle
separazioni e nei divorzi difficili, intende prendere contatto con i deputati
al Gran Consiglio. Obiettivo: "Cambiare finalmente ciò che da anni non funziona
più".
Cause ferme in Pretura? E scatta subito l'interrogazione. Silvano Bergonzoli (Lega) chiede al Governo che cosa sta succedendo alla Pretura di Lugano, sezione 2
Ci sono cause pendenti da 4-5 anni alla Sezione 2 della Pretura di
Lugano, e scatta un'interrogazione al Governo: primo firmatario il
granconsigliere Silvano Bergonzoli della Lega seguono quelle di 12
deputati della medesima formazione politica.
In particolare il
documento parla di scarso impegno del pretore avvocato Marco Peverelli
e si domanda subito all'Esecutivo cantonale se abbia già ricevuto
lamentele e richieste di intervento al riguardo e, in caso
affermativo, cosa è stato fatto. In secondo luogo con l'interrogazione
si vuole sapere quante sono le cause pendenti in Pretura e da quanto
tempo sono in attesa; quante sono state risolte negli ultimi cinque
anni; infine quante istanze sono pendenti nelle altre cinque Preture e
quali sono le risoluzioni annuali. Da ultimo si chiede se il Consiglio
di Stato è intenzionato a denunciare il caso al Consiglio della
Magistratura.
Fuori dalle cronache, nelle case italiane, ma
anche nei tribunali ed in politica c’è in atto uno scontro importante
che riguarda le sorti della “famiglia italiana” e che vede impegnate
donne su entrambi i fronti opposti.
Da una parte donne ciniche e manipolatrici che nelle
separazioni (nel 74% da loro richieste, ISTAT) inventano terribili
calunnie col fine di ottenere casa, soldi e figli. Donne che si
arrogano il “diritto di possesso” su bambini e ragazzi come fossero
oggetti e sono disposte a tutto pur di mantenere questo insano potere.
Dall’altra donne oneste ed evolute, donne che lavorano e che
imparano il mondo con l’intelligenza di farne esperienza diretta, donne
che combattono anche contro le donne disoneste, perché hanno percepito
chiaramente il “disegno distruttivo” che se non fermato può rischiare
di degradare completamente i valori di famiglia ed educazione che sono
alla base della nostra democrazia e della pace.
Bambini picchiati e violentati da
donne
IN AMERICA ORAMAI LA META DEI CASI
Nasce un'associazione fondata da un uomo,
un ex. bambino che fu abusato dalla madre,
allo spot partecipano molte celebrita: (filmato con la notizia) http://youtube.com/watch?v=Vh1gyq-W06w
Anche in Inghilterra Scotland Yard parla di un aumento
dei casi di donne pedofile, mentre il Tribunale di Firenze
in un recente studio dichiara che tra gli abusi accertati, PIU' NUMEROSI gli atti di pedofilia commessi da donne.
L’intervista. Uomini e bambini maschi discriminati: si rischia lo scontro fra i sessi. ATS
Berna – Gli uomini, e in particolare i bambini, sono oggi discriminati in Svizzera e se non si correrà ai ripari si rischia uno scontro fra i sessi. Lo sostiene il sociologo Walter Hollstein, che auspica in particolare una maggiore presenza maschile nel corpo docenti: oggi molti ragazzi crescono in una sorta di ghetto femminile, avendo solo donne come punti di riferimento, dalla famiglia all’asilo e su su fino al liceo. La realtà è che gli uomini oggi sono discriminati, «per esempio nel campo della salute, nell’affidamento dei figli, nell’Avs o nel servizio militare», afferma il ricercatore settantenne in un’intervista pubblicata ieri dal Tages-Anzeiger.