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Carissime e carissimi, stiamo
organizzando la presenza di uno stand all'entrata di Espoticino per la festa dei papà, il
venerdì 19 marzo di pomeriggio, a Bellinzona.
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Questa lettrice ha perfettamente riassunto la problematica separazioni e divorzi viziata da leggi e prassi giuridiche inique... Giudici del Tribunale federale e del Tribunale d'Appello ticinese, Pretori, a quando un cambiamento?
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Da: CdT 4.3.10 pag 42
Separazioni e divorzi: una legge iniqua (di Antonella Meneguzzi, Lugano)
Scrivo
per esternare la mia indignazione sulla legge riguardante le
separazioni e i divorzi, con particolare riferimento agli alimenti che
gli uomini devono dare per i figli e per le ex mogli. Esistono molti
casi di donne sleali, che lasciano sul lastrico i mariti dopo avergli
già portato via tutto, la casa, i figli, la sicurezza di una stabile
vita in comune. Questi uomini devono far fronte a una vita diversa
contro la loro volontà, affrontando non solo il crollo emotivo, ma
anche quello finanziario. Ma coraggiosamente, ricominciano da capo,
riprendendo i cocci della loro vita e riprovando a vivere di nuovo
felici. Ne avranno il diritto? Ebbene, se la risposta è sì, che gli si lascino almeno tutti i soldi che guadagnano, per stare bene.
Per questi uomini rifarsi una nuova vita significa riavere di nuovo
quello che hanno perso: ricomprarsi una casa, fare dei viaggi,
permettersi di andare a cena fuori, comprarsi cose belle magari insieme
a una nuova compagna. Invece no, non possono, a causa dell'avidità di
certe donne e dell'ingiustizia della legge, perché a solo a sfavore
degli uomini e a favore delle ex-mogli, anche quando sono state loro a
lasciare il tetto coniugale, comportandosi prima male in privato nei
riguardi dei mariti, poi abbandonandoli, portando via i figli, facendo
vendere tutto quello che avevano insieme; pretendono inoltre soldi per
sé e per i figli più di quanto necessario. Penso che questa legge sia
responsabile della disfatta di molti matrimoni che riducono a una
misera vita tantissimi uomini, che devono sì pagare qualcosa per i
figli ma molto meno di quello che viene stabilito.
Purtroppo i
figli devono pagare gli errori commessi dalle madri: ma assolutamente
non devono essere oppressi e penalizzati solo gli uomini.
Bisognerebbe smettere di appoggiare queste donne avide e ingiuste
dietro la falsa apparenza di volere sostenere i figli: in realtà spesso
i figli sono usati come una rendita per vivere da sole e fare i propri
comodi.
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Da: CdT 26.2.10 pag 51
L'OPINIONE
GENITORI E FIGLI DOPO IL DIVORZIO: UNA SENTENZA FONDAMENTALE
ANDREA PROSPERO *
Alienazione genitoriale e rifiuto di concedere il diritto di visita al genitore non affidatario; mediazione forzata e sanzioni penali a chi non osserva le regole: finalmente una chiara sentenza del Tribunale federale che fa scuola. La disgregazione della coppia è un problema che interessa lo Stato dal momento che genera povertà e innesca problemi sociali. In presenza di figli minorenni, il raggiungimento della separazione o del divorzio non esaurisce il conflitto: anzi lo estende dalla coppia ai figli. Figli mercificati, strumentalizzati, a cui si aggrappano quei genitori che, delusi dal loro partner, insegnano che l'altro genitore è capace di far soffrire e va tenuto lontano. Anche chi non si occupa di diritto di famiglia è a conoscenza di lancinanti separazioni coniugali che coinvolgono figli minorenni. In Ticino esiste da qualche anno l'Associazione genitori non affidatari (AGNA), creata con l'intento di sostenere i genitori, spesso i padri, che faticano a vedere i loro figli dopo la separazione o il divorzio e che promuove il principio della bigenitorialità: entrambi i genitori devono continuare a mantenere pari diritti nelle relazioni con i figli, malgrado l'intervenuta separazione o il divorzio. Il ricorso alla giustizia risulta allora l'unica soluzione legalmente plausibile. Ma il risultato è scoraggiante: in attesa di conoscere il verdetto del tribunale o dell'autorità tutoria passano mesi in cui i figli non vedono un genitore. E quando la giustizia finalmente comincia ad esprimersi inizia l'incubo: perizie, diritti di visita concessi poco a poco, spesso «sorvegliati», con il timer, in luoghi asettici e in presenza di specialisti che giudicano se quel genitore, che fino a prima della separazione godeva della piena fiducia dei propri figli, è ancora «capace» di essere un genitore e di stare con loro. Un dramma che in alcuni casi ha portato al suicidio del padre, alla crescita di figli condizionati a ritenere un genitore superfluo e pericoloso, innescando profondi conflitti di lealtà, con conseguenze disastrose per il loro sviluppo personale.
È in questo contesto che si inserisce una sentenza che crea un importante precedente, emessa il 9 dicembre 2009 dal Tribunale federale di Losanna (5A_457/2009).
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(Leggere la Sentenza del Tribunale Federale alla fine dell'articolo; per maggiori dettagli clicca qui)
Da: La Regione 25.2.2010 pag 3
Diritto di visita anche se il figlio non vuole
Il Tribunale federale: ‘Proibito istigare la prole contro il genitore non affidatario’
L.B.
Parlare male del genitore non affidatario ai propri figli è illegale e, in definitiva, punibile con la multa. Specialmente se ciò fa sì che i figli rifiutino di frequentarlo. A dirlo è la seconda camera di diritto civile del Tribunale federale, recentemente espressosi sul caso di una coppia turgoviese non coniugata e con quattro figli di età compresa fra gli 11 e i 16 anni. Un caso che fa giurisprudenza e, essendo la prima sentenza di questo tenore, potrebbe avere effetti concreti anche sulle procedure ticinesi di separazione o divorzio.
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Comunicato stampa sul ministero italiano delle pari opportunità di FABIO BARZAGLI responsabile etico portale nazionale paternità, infanzia e adolescenza www.paternita.info
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DATA, 24 FEBBRAIO 2010
ALLA CORTESE REDAZIONE
oggetto: ministero delle
pari opportunità
Ancora donne che pensano solo a donne. Mi
chiedo se davvero hanno capito cosa vuol dire politica, cosa vuol dire
essere eletti per rappresentare i cittadini tutti. Ci ritroviamo un
Ministero Pari Opportunità formato esclusivamente da donne (al contrario
dovrebbe essere il più eterogeneo) che si occupano della loro categoria.
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Da: http://milano.corriere.it 23.2.2010 (link all'articolo)
La donna ha fatto perdere le sue tracce. Va in Germania e si porta via i due figli che l'ex marito tedesco le aveva tolto. Nuovo capitolo della storia della mamma milanese Marinella Colombo: «Torno se l’Italia mi appoggia».
BERLINO — La vicenda di Marinella Colombo e dei suoi due figli,
Leonardo e Nicolò, prende forme sempre più drammatiche. Venerdì scorso,
la signora milanese ha raggiunto in Germania i bambini, dai quali era
stata separata lo scorso 8 maggio con il divieto di vederli emesso da un tribunale tedesco,
li ha abbracciati, li ha presi con sé ed è sparita. Un suo amico e
collaboratore, Oliver Karrer, sostiene sia andata in Polonia: ogni
tentativo di raggiungerla per telefono, ieri, non ha dato esito. Il suo
caso, che da oltre un anno fa discutere l’Italia, prende una dimensione
nuova: per molti sarà la scelta di una madre disperata, per altri un
rapimento.
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| Marinella Colombo (Fotogramma) |
Il dramma della signora Colombo inizia più di un anno fa,
quando, separata dal marito Tobias Ritter, chiede alla giustizia della
Baviera di potersi trasferire a Milano per ragioni di lavoro.
Interviene lo Jugendamt, l’organizzazione che in Germania ha la
funzione di assistente sociale, ma anche di sostegno attivo ai
tribunali e di difesa degli interessi tedeschi: secondo la madre,
l’istituzione non solo si oppone al trasferimento, ma interviene anche
in forme scorrette contro il genitore italiano a favore del padre
tedesco. Nell’autunno 2008, la signora Colombo carica in macchina
Leonardo e Nicolò e li porta a Milano. Inizia un procedimento
giudiziario sulla base del quale la Germania emette un mandato di arresto per la madre e un ordine di rimpatrio per i due bambini.
I quali restano latitanti in Italia per alcuni mesi. A un certo punto,
la signora raggiunge un accordo — apparente — con il marito ed è in
grado di mandarli a scuola.
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Da: ANSA.it (Link all'articolo)
ANSA, Ultimo aggiornamento: 24/02/2010
Palermo, aggredito avvocato penalista: Enzo Fragala' colpito a bastonate, e' gravissimo
(ANSA)
- PALERMO, 23 FEB - L'avvocato Enzo Fragala', uno dei piu' noti
penalisti di Palermo, ex parlamentare di An, e' stato aggredito questa
sera a bastonate. Uno sconosciuto lo ha colpito sotto il suo studio
legale in piazza Vittorio Emanuele Orlando, di fronte il palazzo di
giustizia del capoluogo. Il professionista e' stato trovato riverso per
terra, in una pozza di sangue e privo di conoscenza, dai suoi colleghi.
Le sue condizioni sono gravissime. I medici gli hanno riscontrato un
grave trauma cranico.
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Mail inviato alla giornalista Simona Caratti del Caffè della domenica (
Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo
).
http://www.caffe.ch/mycaffe/dettaglio.php?id=46496&sezione=fatti
Chissà perché non fanno notizia tutti quei padri che pure soffrono
sfiorando la pazzia, le cui ex mogli o ex compagne sono fuggite
all'estero o hanno traslocato volutamente in altre regioni svizzere
lontane portando con sé i figli? Padri che sono molto più numerosi di
queste poche madri... Perché non se ne parla?
Oppure dei padri che in 3 settimane vengono buttati fuori di casa dai
giudici, senza colpe (il concetto di colpa non esiste più dal 2000), e
allontanati dai figli, oltre che privati della casa coniugale (magari
di sola proprietà dei padri) e ridotti al minimo vitale per anni (10-20
anni)?
http://www.miopapageno.ch/index.php?option=com_content&task=view&id=1970&Itemid=436
Tabella comparativa:
http://www.miopapageno.ch/images/Conferenze/tabellaconvivenzamatrimonio.pdf
Cordialmente
G. Scardamaglia, Mvt Papageno
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Da: Mattino della domenica, 14.2.10 pag 10
Da due anni
le sono stati tolti a seguito di fatti… non accaduti. L’appello
di una madre: «rivoglio i miei figli!»
La denuncia
della donna: «in istituto la mia bambina è costretta a subire violenze, ma
nessuno mi ascolta»
Quella di
Anna (nome di fantasia; la vera identità è nota alla redazione) è una di quelle
storie veramente “pesanti” che purtroppo, sempre più spesso, occupano la
cronaca anche alle nostre latitudini.
Tutto ha
inizio due anni fa, a gennaio del 2008, con un avvenimento che sconvolge la vita
di Anna, residente a Mendrisio, madre separata con tre figli, e della sua
famiglia. Marco (nome di fantasia), 12 anni,
il suo figlio maggiore, viene messo sotto inchiesta dalla Magistratura
dei minorenni con l’accusa di aver abusato della sorellina, di appena otto
anni. Indagati con lui, il padre e lo zio.
Tuttavia,
le indagini hanno dimostrato che non esisteva alcuna prova né traccia che un
abuso fosse effettivamente stato perpetrato ai danni della bambina. Di
conseguenza, i due imputati adulti sono stati scagionati; paradossalmente, ciò
non è stato il caso del fratello il quale – ricordiamo che si trattava di un
dodicenne – dopo svariate ore di interrogatorio, aveva confessato dei fatti…
non avvenuti.
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Da: Mattino della domenica, 14.02.10 pag 11
Il problema
non riguarda tutte le commissioni, ma alcune sono – secondo chi ci ha a che
fare – messe davvero male. Le conseguenze si ripercuotono poi su tutori e
curatori, che spesso svolgono un’attività difficile in regime di
semi-volontariato, oltre che sui loro pupilli, persone già fragili e bisognose
I
problemi legati alle tutele e alle
commissioni tutorie sono ancora lungi dall’essere risolti. Le proteste non
vengono solo dalle persone messe sotto curatela e tutela, ma anche dai curatori
stessi. I quali non lesinano critiche nei confronti dell’operato delle Tutorie
(non tutte).
Le
rimostranze più frequenti: ritardi nel rispondere alle richieste (quando una
risposta arriva), ritardi di anni nell’evadere i rendiconti, inosservanza delle
disposizioni legali.
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Da: www.caffe.ch 14.2.10
Giovanna Guareschi non si arrende al rapimento di Alessandro
‘Non vedo mio figlio da quasi un anno, temo di impazzire’
Simonetta Caratti
Nemmeno
nel peggiore dei suoi incubi poteva immaginare una sofferenza simile.
Da tre anni Giovanna Guareschi, insegnante luganese, lotta come una
leonessa per riavere suo figlio Alessandro, che il compagno trattiene
in Italia. Risucchiata in una girandola infernale di denunce, perizie e
visite sorvegliate la donna, seppur sfiancata, non si arrende.
“Lotterò fino alla fine”, dice al Caffè la protagonista di quello che è
diventato un incidente diplomatico tra Svizzera e Italia per il
rapimento di un minore: Alessandro, compirà sette anni a settembre, non
vede la madre da un anno. “So che la Svizzera non ci abbandonerà”, dice
Guareschi, vittima di una burocrazia che sta stritolando i suoi diritti
di madre.
Nessun genitore dovrebbe patire un
calvario simile,
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Da: La regione, 13.2.10 pag 33, Le opinioni dei lettori
Il ruolo dei padri
ADRIANO HEITMANN,STABIO
Mi
riferisco ad un piccolo articolo in ultima pagina del suo quotidiano di
venerdì scorso: il papà se c’è, bene, se no pazienza. Si legge in
sintesi che, secondo una ricerca della solita università americana di
provincia, la presenza o l’assenza del padre in famiglia sia
irrilevante per l’educazione dei figli. Falso.
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Da: La Regione, 10.2.10 pag 3
Tutori e curatori soddisfatti per le modifiche di legge.
Soddisfazione da parte del gruppo degli operatori delle Commissioni tutorie regionali (Ctr) che fanno capo al sindacato Vpod per le modifiche apportate dal Consiglio di Stato al regolamento d’applicazione della Legge sull’organizzazione e la procedura in materia di tutele e curatele. Modifiche – entrate in vigore il primo gennaio di quest’anno – che, stando ad una nota stampa diffusa ieri dall’organizzazione sindacale, «migliorano le precarie condizioni di lavoro dei tutori e dei curatori».
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L'alienazione parentale (PAS) é punibile in altri cantoni
concernente un nostro associato a Papageno per
capire a quali condizioni. E in Ticino ?
Negli altri cantoni si rinvia a giudizio, per violazione dell' art. 219 CPS ,
un genitore che induce la PAS nei figli ;
nel canton Lucerna , già nel 2001, c'è stato un cambio di affido
ordinato dal Bezirksgericht, dato che un genitore induceva
la PAS nei figli, in Italia stanno introducendo un nuovo reato penale per
combattere la PAS, il reato di impossessamento
della prole , e nel canton ticino cosa stanno facendo le nostre autorità ?
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Da: www.mattino.ch 7.2.10
Genitori separati e figli. Un passo avanti. Nel Canton Vaud, primo processo per PAS (sindrome da alienazione parentale) in Svizzera. Ma in Ticino siamo ancora ai piedi della scala
C’è una novità nello spinoso settore dei rapporti tra i figli e i genitori separati o divorziati. Un problema, questo, già acuto, ma che è destinato ad acuirsi sempre più, basti pensare che la metà dei matrimoni finisce in un divorzio. E che i divorzi e le separazioni diventano vieppiù conflittuali. Non solo quelli dove ci sono dei soldi o degli averi da spartire, ma anche quelli dove c’è poco o nulla. Questo grazie, o per colpa (scegliete voi…) anche del gratuito patrocinio. Il quale permette agli avvocati di fomentare ad oltranza la litigiosità tra le parti, tanto al pagamento della parcella provvede lo Stato, per cui non c’è neppure il rischio che i clienti smettano di azzuffarsi perché sono stufi di spendere in avvocati.
Il passo avanti viene fatto nell’ambito della bigenitorialità e della tutela dei figli contro il mobbing parentale, ovvero contro il comportamento di un genitore che – a causa di un rapporto conflittuale – fa di tutto per estraniare i figli dall’altro genitore, ad esempio procedendo a dei lavaggi del cervello.
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Per il rapimento dei figli di Walter Recchiuti, in data 12.10.2009 il Movimento Papageno scrive una lettera alla Consigliera Federale Eveline Widmer-Schlumpf, alla quale la Consigliera Federale risponde il 2.11.2009. Nel frattempo e prima della risposta della Consigliera federale, il Pretore di Locarno avv Bertini Francesco ha emesso la sua sentenza di affidamento della prole alla madre che ha sottratto i figli al padre.
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E per il caso dei figli di Walter Recchiuti, rapiti dalla madre in Francia per oltre un anno, cosa è stato fatto dai nostri politici, dal Consiglio federale e dal Dipartimento preposto, per farli rientrare in Svizzera? Due pesi due misure?
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Da: CdT 6.2.10 pag 7
La storia infinita di Alessandro
Rapimento internazionale di minori: l'Italia non rispetta le regole
Dura presa di posizione del Consiglio federale che ha risposto a Dick Marty
C'è una Convenzione - quella dell'Aia sugli aspetti civili del
rapimento internazionale dei minori - che lega l'Italia alla
Svizzera. C'è però un problema: l'Italia non rispetta gli obblighi
risultanti da questa Convenzione e, da questo mancato rispetto,
nascono storie assurde come quella di Alessandro. Questo,
sostanzialmente, quanto il Consiglio federale ha risposto al senatore
Dick Marty che, il 30 novembre scorso, aveva portato il caso di
questo bimbo - privato da tre anni della mamma alla quale l'Autorità tutoria l'ha affidato - davanti al Governo. «Questa - ci aveva detto in quell'occasione Dick Marty
(cfr. CdT 1.12.2009) - è una vicenda allucinante. Questo bambino è
vittima della burocrazia e di una giustizia che non è in grado di
essere giusta».
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