Rapporto del Consiglio di Stato del 13 luglio 2010 sulla mozione 17 dicembre 2007 presentata da Norman Gobbi e cofirmatari "Pari opportunità… anche per i padri"
Per il CdS esistono già un coordinamento e un’ampia collaborazione fra i diversi enti, i servizi e le figure professionali e istituzionali chiamate in gioco in caso di divorzio, motivo per cui non appare opportuno istituire un’ulteriore figura istituzionale. Il CdS invita pertanto il Parlamento a respingere la mozione in oggetto.
Da: www.tio.ch del 22/06/2010 - 08:55 (link all'articolo) Letto 3366 volte
TICINO Padre di 3 figlie espulso dalla Svizzera. Arrestato perché non lascia il paese
È finito in carcere a Sursee. Non vuole lasciare
la Svizzera per non abbandonare le sue tre figlie che abitano nel
Luganese. L'uomo ha iniziato uno sciopero della fame
LUGANO - Un cittadino iraniano, padre di tre bambine che abitano
nel Luganese, è stato arrestato e messo in carcere, in quanto non ha
intenzione di lasciare la Svizzera per non abbandonare le sue bambine.
La storia di K, è simile a quella di tanti padri in lotta contro la
propria ex moglie o ex compagna per la custodia dei figli. Della sua sua
storia - che ha preso ora un risvolto drammatico, poichè l'uomo si
trova in un carcere di Sursee - ne parla Papageno, il movimento per la
tutela dei figli, contro il monoparentalismo e per la bigenitorialità.
Da: Mattino della Domenica, 25.7.2010 pag 10 (articolo in pdf)
Un padre separato, che faceva il “casalingo”, scrive all’Ufficio per le pari opportunità perché discriminato in base al suo sesso: una donna, nelle sue stesse condizioni, in caso di divorzio sarebbe stata trattata molto diversamente.
Ma, come al solito, la nullafacente Marilena Fontaine nemmeno si degna di rispondere alla lettera: è forse troppo impegnata a fare la spesa durante l’orario di “lavoro”?
La nullafacente Marilena Fontaine, capa dell’ufficio cantonale delle pari opportunità, insiste a non rispondere alle lettere! Probabilmente è troppo impegnata a far finta di lavorare, cosa che è quasi altrettanto faticosa che lavorare sul serio!
Questa volta, ad interpellare la “rilassata” capoufficio pari opportunità, è un padre separato iscritto al movimento papageno (www.miopapageno.ch). L’uomo, un 51enne con tre figlie minorenni, ha una particolarità. Infatti, negli ultimi 10 anni, ha svolto la professione di… casalingo.
LUGANO
Mamma disperata si incatena in piazza.
Dovrà lasciare in Svizzera suo figlio affidato a un istituto, e lei dovrà abbandonare il nostro Paese perchè non ha trovato un lavoro. Si è legata mani e piedi. Berretto e divisa da carcerata, la
bocca imbavagliata, la disperazione di una mamma scende in piazza.
Teatro della protesta è piazza Dante, nel pieno centro di una Lugano che
brulica nell'ora di pranzo. Un gesto che non è passato affatto
inosservato e ha attirato un gran numero di curiosi.
Vestita da carcerata «in onore di mio figlio che è prigioniero della Svizzera». E. S., 48enne brasiliana con permesso B e residente a Lugano, ieri sul mezzogiorno ha protestato contro le autorità in viale Franscini a Bellinzona. Per decisione del governo, entro sabato dovrà lasciare il nostro paese. Senza il figlio di otto anni (svizzero) che è collocato in un istituto per minorenni. DOCTOR
Da ultime notizie, il padre di origine iraniana di cui abbiamo già scritto mesi or sono - padre di 3 figlie (una di 8 anni e 2 gemelline di 6 anni, di nazionalità svizzera e italiana) che vivono con la madre nel luganese - è stato arrestato mercoledì 9.6.2010 in quanto privo di permesso di soggiorno e non vuole lasciare il paese per non abbandonare le sue 3 figlie. Ora si trova nella prigione di Sursee in regime di carcere amministrativo. È stato incarcerato perché sprovvisto di permesso di soggiorno e perchè si ostina a non lasciare il paese. Pare, ci dice lui, che le autorità giudiziarie sostengano che lui non abbia uno stretto rapporto con le figlie e quindi la sua permanenza in Svizzera non si giustifica. Da notare che la commissione tutoria di Pregassona da un paio di mesi gli ha ampliato il diritto di visita da una a due volte al mese e che è tuttora pendente un ricorso alla Corte europea dei diritti umani di Strasburgo contro la decisione di espulsione per non rispetto dei diritti umani. Egli ha iniziato uno sciopero della fame il lunedì 14 giugno scorso. Dopo diversi giorni ha ripreso a mangiare. Egli è tuttora in carcere...
Chi volesse scrivergli (in inglese o in italiano) per sostenerlo, può indirizzare il suo scritto o pacchetto a:
Sequestro legalizzato di minori da parte dello
Stato svizzero a Wil (San Gallo). "Mi han rapito la mia Cristina e non
so dove l'hanno portata".
Il padre di Cristina ha inoltrato una denuncia contro il Giudice Weiss e
la psicologa per il loro eccepibile operato (per leggere la denuncia
clicca QUI)
Padri divorziati, per il governo un ombudsman è inutile
Istituire un’ulteriore figura istituzionale «non appare opportuno».Di conseguenza il Consiglio di Stato (CdS) invita il Gran Consiglio a
respingere la mozione di Norman Gobbi, Lorenzo Quadri e Donatello Poggi.
I tre deputati leghisti chiedevano l’introduzione di un ombudsman che
si occupi di tutelare e di garantire i diritti del padre in caso di
divorzio. Lo Stato «dispone di diversi strumenti per gestire le conseguenze dei divorzi»:strumenti giuridici (norme specifiche nel Codice civile e nel Codice di
procedura civile); strutture forensi (Preture, Commissioni tutorie
regionali); istituzioni sociali pubbliche e sostegno a enti privati
(Ufficio delle famiglie e dei minorenni, Ufficio del tutore ufficiale,
Associazione ticinese famiglie monoparentali e ricostruite, consultori
matrimoniali famigliari, eccetera). Dunque, conclude il CdS, esistono
già un coordinamento e un’ampia collaborazione fra diversi enti, servizi
e figure professionali e istituzionali chiamate in gioco in caso di
divorzio.
Di seguito il testo della mozione della Lega dei ticinesi a favore dei padri separati e divorziati.
MOZIONE
Pari opportunità… anche per i padri!
del 17 dicembre 2007
Da anni assistiamo a un processo che ha solidamente migliorato la
condizione femminile in ambito di pari opportunità, ma soprattutto della
tutela femminile nelle normative di diritto di famiglia.
Una tutela che oggi – in taluni casi – si rivela una prevaricazione nei
confronti dei consorti e dei padri. Infatti, il diritto vigente in
materia di famiglia (divorzio, affidamenti, eccetera) ha segnato diversi
punti in cui il diritto degli ex mariti e padri appare messo in
discussione.
Significativo l'importo non escusso per gli alimenti, che ha – ancora
di recente – infiammato le discussioni in vista del Preventivo 2008 per
l'anticipo da parte dello Stato. Citiamo ad esempio un caso reale dove a
fronte di un stipendio mensile netto di 5'200 franchi, sono versati
2'020 franchi per il figlio in affidamento alla madre (dal tredicesimo
anno sino alla maggiore età o alla conclusione degli studi) ai quali
vanno aggiunti 400 franchi per l'ex moglie. Su 5'200 franchi di
stipendio, ben 2'420 se ne vanno in alimenti!
Per motivare le nostre osservazioni citiamo i seguenti punti, dove a
nostro modo di vedere la condizione maschile in Ticino è prevaricata:
Il cambiamento nel ruolo del padre, è alla base del disagio giovanile
Educatori e sociologi sono concordi: alla radice del disagio giovanile c’è l’interruzione della catena padri-figli. occorre tornare a insegnare il limite. di Paolo Ferliga
La società contemporanea soffre per la continua riduzione del ruolo e
della presenza del padre nella formazione e nell’educazione dei giovani.
Si tratta di un processo secolare che ha confinato i padri nei luoghi
del lavoro, lasciando alle madri e a un sistema scolastico
femminilizzato il compito di istruire ed educare le nuove generazioni. A
partire dagli anni Settanta del Novecento, poi, l’aumento di
separazioni e divorzi ha allontanato fisicamente molti padri dalla casa
dei figli.
La violenza familiare rappresenta un fenomeno ampio e complesso,
difficile da analizzare. La sua conoscenza, tuttavia, è essenziale per
lo sviluppo a livello istituzionale, delle politiche e dei servizi
necessari per affrontarli.
La GESEF, nell’ambito della sua conoscenza, esperienza e
potenzialità operative, ha realizzato un’indagine su questo tema che si
pone come obiettivo prioritario la conoscenza del fenomeno della violenza domestica subita dagli uomini-padri
ad opera delle loro partners, in tutte le sue diverse forme, in termini
di prevalenza ed incidenza, di caratteristiche di coloro che ne sono
coinvolti e delle conseguenze per la vittima.
Riflessioni inviateci da un padre (che vive in Ticino) dopo aver ascoltato la trasmissione radiofonica Millevoci con il Pretore avv Matteo Pedrotti e l'avv. Alessia Paglia.
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Per quanto si attiene alla trasmissione radiofonica, avvocati, pretori, collaboratori dei cosiddetti servizi sociali mi pare evidenzino, più che altro, un'assettica e fredda concretizzazione di un diritto anacronistico e riduzionistico, in quanto la realtà odierna è radicalmente mutata, ben più eterogena che 20 anni fa, ben più complessa.
Coloro che dicono che il maschio, il padre, dovrebbe smettere di lottare per dedicarsi allla redifinizione del proprio ruolo paterno, denotano scarsa o inesistente sensibilità, assenza di empatia nei confronti di padri e figli, miopia nei riguardi delle problematiche presenti e soprattutto future dei figli di genitori monoparentali. Alle volte, non posso non pensarlo, mi pare che il corrente fare di giudici ed avvocati, non possa non essere calcolato ed in mala fede: pratiche legali lunghe, burocrazia in costante aumento, spese giudiziarie prodotte e
fomentate dagli avvocati, forti resitenze al cambiamento del sistema corrente, chi dovrebbe cambiare qualcosa ha solo da perderci in termini finanziari epperciò ha tutti gli interessi a mantenere lo status quo, politica di chiara tendenze femministe
"Padri mancati (non per scelta)". Ospiti: Avv. A.Paglia (ufficio di vigilanza sulle tutele), giudice Avv M. Pedrotti, A. Heitmann (Papageno), R. Novena (AGNA), Avv. P.Tami (AGNA), conduce Rolf Schürch. (Per ascoltare la trasmissione anche cliccare Qui)
Di seguito potete leggere alcune delle affermazioni fatte durante la trasmissione dal Pretore avv Matteo Pedrotti e dall'avv. Alessia Paglia.
Riceviamo e pubblichiamo la e-mail di riflessioni di un un padre separato in fase di divorzio.
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Divorziato, attualmente separato e in fase di divorzio dal secondo matrimonio, 3 figli maschi minorenni, ho provato direttamente sulla mia pelle le cosiddette "gioie del matrimonio", ed ancora ci sto in mezzo.
Nuovamente mi tocca ingiustamente subire arroganza e prepotenza dalle due stupende madri che,
ROMA - «Non sapevo dove sbattere la testa, per mesi ho dormito in
macchina, passavo la notte sui sedili, la mattina mi svegliavo
infreddolito e con le ossa rotte, andavo a lavorare in condizioni
pietose. Sono un padre separato, costretto a chiedere asilo ai
genitori, a mio fratello, agli amici... Una povertà senza dignità,
questa, che non ti permette più di fare il padre. Con la tua ex litighi,
perchè è finita, ma con i figli... se non puoi neppure comprargli un
gelato, portarli al cinema o fargli il regalo di Natale... ti senti uno
schifo». Andrea C., 40 anni, romano, sposato per sette anni, colleziona
querele. «Lei vuole distruggermi, tra noi - la voce di Andrea si spezza -
è una guerra continua. Mi denuncia perchè non riesco a versare
l’assegno per intero. Il giudice ha stabilito che io paghi 1.200 euro al
mese, più 500 per la rata del mutuo, ma ad averceli quei 1.700 euro! Ti
separi e dovresti reggere due case, impossibile, diventi un barbone...».
Andrea è impiegato in una emittente privata, ha una bambina che oggi ha
nove anni, si è separato quattro anni fa: «C’è una sproporzione
pazzesca tra il mio reddito e l’assegno di mantenimento, al giudice e
a lei non importa, posso finire per stracci... Sì, la casa va a loro,
ed è giusto che io dia soldi. Ma come vivo se, dopo avere dato
l’assegno, non posso permettermi un tetto?».
Matteo L., 36 anni, due figli, ha una storia analoga: «Ho portato in
tribunale la mia busta paga, facevo il corriere a 1.200 euro al mese, il
negozio che avevo prima è fallito e i 2000 euro chiesti dal giudice
sono impossibili. Mi è crollato il mondo addosso quando ho bussato alla
porta dei miei. E non basta. La tragedia vera è che “se
non-paghi-non-vedi i figli”, ufficialmente lei ti dice che hanno la
febbre, che quel week-end non è il tuo. Ti tagliano fuori. Loro, i
bambini, in questo clima avvelenato si allontanano da te».
Più divorzi e
meno matrimoni in Ticino. Lo rivela
uno studio dell'USTAT sul movimento naturale della popolazione nel 2009.
Meno matrimoni e più divorzi.
Questi i dati significati contenuti nel notiziario statistico dell’USTAT
sul “Movimento naturale della popolazione: 2009”. Tra i dati contenuti
emerge anche la formazione di unioni domestiche registrate ed il loro
scioglimento. “Nel 2009 – si legge - le nuove coppie sono state 17, di
cui 11 di sesso maschile e 6 di sesso femminile, mentre vi è un solo
caso di scioglimento di queste unioni”.
Paga le tasse su un reddito che non ha - ma la nullafacente Marilena Fontaine, responsabile dell'ufficio delle pari opportunità del Cantone, non fa neppure la fatica di rispondere alle lettere!
Spesso, troppo spesso, il divorzio diventa motivo di povertà, ma le autorità se ne infischiano. E la responsabile dell'Ufficio delle pari opportunità del Cantone, la nullafacente Marilena Fontaine (perfino il cancelliere Gianella, che già non è a rischio di burn out di suo, si accorge che la Fontaine non fa un tubo, il che è tutto dire...), nemmeno si degna di rispondere alle lettere! E sì che almeno rispondere alle lettere l'aiuterebbe a far trascorrere più rapidamente le lunghe ore d'ozio in quel della Residenza governativa!
Ma non è della nullafacente Fontaine che vogliamo parlare, bensì - ancora una volta, ma purtroppo continuiamo a ricevere segnalazioni di questo tipo: ciò significa che il problema non solo esiste, ma è sottovalutato - di un padre separato che tira la cinghia.
L'uomo, la cui vicenda può essere seguita per esteso su www.miopapageno.ch, si trova nella situazione seguente: il suo secondo figlio, che come gli altri vive con la madre, è diventato maggiorenne. Di modo che gli alimenti versati dal padre, circa 13mila Fr annui, non sono più deducibili dal suo reddito imponibile cantonale. L'uomo si vede così appioppato un imponibile virtuale di 30mila Fr, anziché i 17mila Fr effettivi. Di conseguenza, deve pagare le imposte su entrate che di fatto non ha.
Inoltre, superando detto reddito ipotetico (ma in realtà inesistente) i 20mila Fr, al padre "saltano" anche i sussidi per il pagamento dei premi di cassa malati!
Quanto costa un figlio?
La ricerca è stata pubblicata lo scorso anno dall’Ufficio federale di
statistica. Le stime dicono che per una coppia il costo diretto medio di
un solo figlio (media calcolata dagli zero ai 21 anni) è di 819 franchi
al mese. Solitamente si tratta di un costo coperto prevalentemente
grazie alla diminuzione dei consumi da parte dei genitori. Avere due
figli costa 1’310 franchi al mese (655 a testa). Averne tre 1584 franchi
al mese (528 a testa). Diverso il discorso per le famiglie
monoparentali. In questi casi il costo diretto medio di un figlio è di
1092 franchi al mese. L’aumento dei costi rispetto alla coppia classica è
dovuto essenzialmente a due fattori. Innanzitutto il costo della vita
in un’economia domestica in cui c’è un solo adulto è più elevato.
Secondariamente non va dimenticato che nelle famiglie monoparentali
spesso i figli non sono neonati, ma hanno già un’età avanzata, che è
appunto sinonimo di costi più elevati.
Un uomo segnala il comportamento scorretto di un agente di polizia che convive con la sua ex moglie e suo figlio minorenne. Ma Piazzini fa orecchie da mercante, e il governicchio cantonale pure.
La cosa è già nota, ossia che è impossibile contestare o ricorrere contro l’atteggiamento, a volte molto discutibile, di agenti della polizia cantonale. Già abbiamo ricevuto lamentele da parte di una cittadina luganese, vittima di un “interrogatorio” molto... pesante (sul piano verbale) che l’ha scossa non poco. Inutili le lettere scritte a Piazzini per stigmatizzare “l’offesa personale”, il comandante della Polcontantonale ha liquidato il tutto con un semplice... non luogo a procedere, non ravvisando gli estremi per un “provvedimento” disciplinare nei confronti dell’agente.
Un altro emblematico caso, riguarda un socio del Movimento Papageno (www.miopapageno.ch). In questa storia appunto, protagonista un padre separato ed un graduato della Polizia cantonale, “amico” della moglie di quest’uomo.